Un’altra lettera anonima nel giallo di Brembate: forse a Mapello un operaio che avrebbe molestato la ragazza

il cantiere di Mapello

Dopo l’annullamento, senza rinvio, del provvedimento di fermi nei confronti di Mohamed Fikri, da parte della Corte di Cassazione, il caso di Yara Gambirasio continua a riservare colpi di scena.

Gli avvocati del muratore marocchino, Roberta Barbieri e Giovanni Fedeli, hanno avuto soddisfazione e il ricorso da loro presentato è stato accolto, e pare che la posizione di Fikri, a questo punto, possa considerarsi al di fuori dell’inchiesta. Si attendono ora le motivazioni ufficiali della Cassazione.

Nel frattempo, le indagini continuano, fra mille difficoltà. Il colpo di scena riguarda una nuova lettera anonima, recapitata alla redazione del quotidiano “L’eco di Bergamo”, che invita gli inquirenti a non mollare la pista proprio su Mohamed Fikri: “Non mollate, seguite la pista del cantiere, i cani non sbagliano. Fikri è a conoscenza di un uomo che proprio nel cantiere edile è stato visto a novembre, e minacciava… Fikri sa bene che Yara è stata vista sparire a bordo di un furgone bianco e sa che quell’uomo, ancora una settimana dopo la scomparsa di Yara, si trovava ancora a Mapello. Fikri sa che il corpo di Yara è stato’sembre’ (errore di grammatica presente nel testo – ndr) nel campo di Chignolo, dove però è stata portata dopo essere stata uccisa, e sa anche di un uomo alla guida di un auto, targata… e che era sempre in zona, a Mapello, una settimana prima che Yara fosse trovata…”.

Questi sono solo alcuni frammenti della lettera in questione, sulla quale gli esperti stanno effettuando i controlli.

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