Il fuoriclasse dei Lakers sempre più vicino a trasferirsi a Bologna ma dipende da quando finirà il lockout Nba

Kobe Bryant

Dopo i fuochi di artificio di venerdì 30 settembre, il caso Bryant ha vissuto un sabato 1 ottobre di attesa e di trattative sotto traccia.

Ufficialmente si è esposta solo la Lega che ha ribadito la propria disponibilità a fianco della Virtus per chiudere positivamente il contratto con l’asso Nba.

Ma rimane l’ostacolo del «no» alla modifica dei calendari di Varese e Cremona (e si di qualche altro club che avrebbe preferito non esporsi), mentre si guarda con attenzione Oltreoceano, dove le trattative per evitare il lockout del campionato americano sono ad un bivio.

Insomma, nonostante il ritorno del basket giocato con la Supercoppa a Forlì vinta da Siena, l’attenzione era oltre il bel finale sul parquet romagnolo. Il proprietario virtussino Claudio Sabatini, il 30 settembre un fiume in piena, ha scelto il silenzio: la società bianconera ha deciso di parlare solo a trattativa con Bryant conclusa, qualsiasi colore sarà la fumata definitiva. Le polemiche italiane, rimbalzate sui siti sportivi americani, avrebbero infatti avuto effetti negativi nel dialogo con gli agenti di Kobe.

Il contratto è comunque ormai definito: il giocatore si trasferirebbe in Italia insieme con la famiglia e potrebbe alloggiare in una lussuosa suite di un hotel del centro di Bologna. A garantire uno sforzo importante anche un’azienda leader nel settore dell’alimentazione.

L’approdo dell’americano a Bologna è chiaramente un’operazione per il rilancio del basket italiano: si tratta ora di capire se tutti vorranno cogliere l’opportunità, oltre la rivalità agonistica.

La Legabasket, dopo i «no» di Cremona e Varese, ha ribadito di essere «al lavoro per consentire alla Virtus di definire l’ingaggio di Bryant, convinta che questa operazione possa essere di fondamentale importanza per una sempre maggiore diffusione del basket italiano».

Poco prima dell’inizio della sfida di Forlì, il presidente Valentino Renzi si è detto «moderatamente ottimista». La situazione, ha spiegato, «è decisamente complicata, ma bisogna continuare a lavorare per questa possibilità importante».

L’altro nodo rimanda negli Stati Uniti dove il braccio di ferro tra giocatori e proprietari Nba ha toccato vette di tensione altissime. In ballo c’è la ripartizione dei ricavi di uno dei campionati più ricchi del mondo, centinaia di milioni di dollari che i presidenti pretendono in misura maggiore rispetto al passato.

Gli incontri proseguono per tutto il fine settimana, ma se l’accordo non dovesse saltare fuori, il rinvio delle prime partite di stagione regolare (previste tra un mese) sarebbe inevitabile.

Infine l’ultima novità è arrivata da Montegranaro: lo sponsor Fabi ha infatti rivelato di stare valutando un’offerta a Andrea Bargnani a metà tra l’aspetto sportivo e quello commerciale. Il giocatore dei Toronto Raptors potrebbe infatti diventare il nuovo testimonial del gruppo calzaturiero che intende andare all’assalto del mercato americano.

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