Manovra fa un favore all’Inps, diminuiscono ancora le richieste di anzianità e i conti dell’istituto migliorano

Inps

Forte calo per le nuove pensioni soprattutto grazie agli interventi della manovra 2010: con l’entrata in vigore della “finestra mobile” e dell’aumento di un anno per l’età minima per la pensione di anzianità nei primi 8 mesi dell’anno, le nuove pensioni sono passate da 257.940 a 208.134 (-19,3%). Secondo quanto poi annunciato dal presidente dell’istituto, Antonio Mastrapasqua, l’Inps chiuderà anche il 2011 con un avanzo finanziario.

Sul calo delle pensioni complessivo – ha spiegato Mastrapasqua – ha inciso di più l’effetto finestre piuttosto che l’inasprimento dei requisiti per l’anzianità. E in questi dati – ha precisato il presidente Inps – non c’è ancora l’effetto della misura che innalza l’età collegandola all’aspettativa di vita (la misura partirà nel 2013) nè quella sull’aumento dell’età per chi ha almeno 40 anni di contributi (che partirà nel 2012 con un mese per poi arrivare a tre nel 2014).

Sono rimasti “incastrati” dalla misura sulla finestra mobile soprattutto i lavoratori dipendenti: nei primi otto mesi del 2011 sono usciti con una pensione di vecchiaia solo in 43.221 a fronte dei 68.070 dei primi otto mesi del 2010 (-36,5%) mentre per i coltivatori diretti, artigiani e commercianti i cali sono stati molto meno consistenti (per i commercianti sono state solo 1.000 in meno, tra le 19.829 dei primi 8 mesi 2010 a 18.852 dei primi otto mesi 2011).

La diminuzione complessiva (da 257.940 a 208.134 pensioni totali in 8 mesi) è stata superiore anche alle previsioni fissate dall’Inps per il periodo a 226.692. Le pensioni di anzianità nel complesso nei primi 8 mesi dell’anno sono state 120.240 (a fronte di 123.240 previste). Le pensioni di anzianità dei dipendenti sono state 80.681 a fronte di 90.894 dei primi otto mesi del 2010 ma di più di quanto previsto dall’Inps per il periodo (63.650).

Naturalmente i dati Inps tengono conto solo dei lavoratori del settore privato. Un calo dovrebbe registrarsi poi anche per le pensioni delle donne del settore pubblico che da quest’anno vanno in pensione di vecchiaia con 61 anni di età (e ancor di più l’anno prossimo quando potranno uscire dal lavoro per vecchiaia solo a 65 anni).

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