Il ministro “impressionato da numero firme raccolte”. La Russa: “ritorno alle preferenze possibile in 48 ore”

Bobo Maroni

“Sono rimasto impressionato dal numero di firme raccolte in così poco tempo: è un segnale forte che va ascoltato e penso che si debba procedere al referendum”. È quanto ha dichiarato il ministro dell’Interno Roberto Maroni, lasciando il santuario del Sacromonte di Varese, in merito alle firme raccolte per il referendum per abrogare l’attuale legge elettorale.

“Non so se il Parlamento – ha concluso Maroni che ha partecipato ad una messa nella ricorrenza del patrono della Polizia – si metterà a riformare la legge elettorale, ma se lo fa dovrebbe riformarla nel senso del referendum”.

Intanto Ignazio La Russa, ministro della Difesa e coordinatore nazionale del Pdl, si è detto disponibile a dialogare sulla riforma della legge elettorale con la reintroduzione delle preferenze sui candidati, ma ha escluso qualsiasi ipotesi di rinuncia all’indicazione del candidato premier e della coalizione.

“Sono profondamente favorevole a una modifica della legge elettorale attuale – ha spiegato il ministro – che oggi però prevede la scelta del candidato premier e della coalizione. Se i partiti fossero d’accordo alla reintroduzione delle preferenze sui candidati ci sederemmo immediatamente a discuterne. Se ci fermiamo a questo si può fare in 48 ore, se invece l’obiettivo fosse quello di rendere possibile la vittoria di qualcuno senza avere almeno un voto in più non saremmo d’accordo”.

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