In un editoriale il direttore commenta perquisizione: “perplesso sul comportamento della magistratura”

Augusto Minzolini

«Rispetto i magistrati, ma a volte non posso non rimanere perplesso di fronte ai loro comportamenti. Mandare la guardia di finanza negli studi del Tg1 se non è un’intimidazione, è di sicuro un’esagerazione che finisce per avere un’amplificazione mediatica». Così in un editoriale durante il tg delle 20, il direttore del Tg1 Augusto Minzolini, dice la sua sulla perquisizione avvenuta negli uffici del Tg1.

«Se me lo avessero chiesto avrei portato io stesso i documenti ai magistrati – ha detto inoltre Minzolini -. L’amplificazione mediatica è il vero problema della giustizia. Prendete l’inchiesta di Napoli, condotta dal pm Woodcock. Di quell’inchiesta dal punto di vista giudiziario è rimasto poco, perché è passata alla procura di Roma e soprattutto a quella di Bari. Avrebbero dovuto dare gli atti ad altre procure, ma quegli atti sono finiti sulle pagine dei giornali con l’unico risultato di infangare l’immagine del premier. Le intercettazioni sono finite sui media e i verbali addirittura in 24 ore. Se si pensa che per risolvere il delitto dell’Olgiata è stata necessaria un’intercettazione dimenticata nei cassetti, si capisce che qualcosa non funziona. Con tutto il rispetto, c’è qualcosa di marcio in Danimarca».

Poco dopo è arrivato il commento del presidente della Rai Paolo Garimberti: «Come ho già ricordato più volte in passato, l’uso privato della televisione pubblica è sempre inopportuno. Ancora di più quando si tratta di fatti giudiziari. La Rai ha la massima fiducia nella magistratura e non si permette di giudicare le sue iniziative».

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