Doppo incarico: il sindaco di Messina verso il giudizio sull’incompatibilità. Pronto l’addio a Palazzo Zanca?

Giuseppe Buzzanca

Il canto del cigno barcellonese incombe all’orizzonte. “Sicuramente si vota nel 2012”. Nei corridoi della politica messinese le voci si fanno insistenti. E non fanno riferimento al paventato crollo del governo nazionale che determinerebbe il voto per le Politiche. Il 2012 è indicato come scadenza anticipata per il rinnovo di Sindaco e Consiglio Comunale di Messina un anno prima della naturale conclusione.

E non si tratterebbe di movimenti politici come il cambio di fronte dell’Udc o un effetto domino dovuto al cambiamento degli equilibri nazionali. A ottobre, infatti, andrà in scena l’ennesima puntata dell’ormai lunga vicenda giudiziaria del doppio incarico del sindaco-deputato.

Prima i giudici della Consulta hanno sancito l’obbligo di questi parlamentari di optare per una sola delle due cariche ricoperte, perché è illegittima la legge regionale che «non prevede ‘incompatibilità fra l’ufficio di deputato regionale e la sopravvenuta carica di sindaco o assessore di un Comune con più di 20 mila abitanti».

Anche il Tribunale di Messina ha esaminato il caso di Buzzanca, dichiarando l’incompatibilità del sindaco-onorevole. E la Prima Sezione Civile della Corte d’Appello ha confermato il giudizio di primo grado sulla vicenda. Nulla però è accaduto sin qui. A dire il vero non solo per Buzzanca ma anche per tutti gli altri onorevoli-sindaci dell’ARS.

Esiste infatti una legge del 2009 (primo firmatario proprio l’attuale sindaco di Messina) che neutralizza la decisione della Corte Costituzionale rinviando nel tempo l’obbligo di optare per l’una o l’altra carica. La norma prevede, infatti, che non è sufficiente una sentenza del giudice di primo grado per far decadere il deputato né una del giudice d’appello. Occorre arrivare al giudizio definitivo e visti i tempi della giustizia italiana, si rischia così di consentire il superamento di una intera legislatura.

Ne’ la Commissione “Verifica poteri” dell’Ars, che ha il compito di valutare la permanenza dei requisiti di eleggibilità e compatibilità previsti dalla legge per ogni singolo deputato, si è ad oggi pronunciata. Il giudizio della Commissione verifica dei poteri è autonomo rispetto a quello giurisdizionale. Ma ad oggi, Francesco Cascio, presidente dell’Ars e della Commissione “Verifica poteri” non ha proceduto proprio perché esistono giudizi pendenti in sede giurisdizionale.

“Qualunque deputato può sfuggire al giudizio dei colleghi trincerandosi dietro un contenzioso magari creato ad arte” argomenta l’avvocato Antonio Catalioto, che ha chiesto alla Consulta di pronunciarsi sulla legittimità della norma che consentiva il cumulo e che ora ha domandato all’organo garante della Costituzione di decidere anche sulla provvidenziale leggina.

La decisione dovrebbe arrivare il prossimo 4 ottobre. Ancora non si conoscono le strategie difensive che ha in serbo Marcello Scurria, che sostiene Buzzanca nella difesa del doppio incarico. Dai “rumors” di Palazzo Zanca però, pare che quella data possa essere decisiva e che ci si prepari al peggio. In tutte le sedi Buzzanca ha sempre dichiarato che avrebbe optato per la carica di sindaco. Ma la vox populi che circola nei corridoi del Municipio inizia a sostenere che Buzzanca sarebbe tentato di rimanere a Palermo per completare il mandato di deputato all’Assemblea Regionale.

Questo, dicono i più maligni, potrebbe spiegare alcuni atteggiamenti dell’amministrazione. A partire dalla decisione più volte annunciata di liquidare molte partecipate, la mancanza di scelte coraggiose sul bilancio, la mancata sostituzione degli assessori dimessi.

Qualche malpensante afferma, ovviamente solo ufficiosamente, che “Peppino e i suoi stanno bruciando i ponti”. Quasi a voler rappresentare un esercito in ritirata che lavora per rendere più difficile il lavoro di chi verrà dopo.

Ma se Buzzanca sceglierà davvero Palermo, si chiuderà un ciclo che lo ha visto protagonista dal ’94 prima come presidente della Provincia e poi da sindaco di Messina.

Senza contare il periodo precedente, in cui da semi-sconosciuto consigliere provinciale di Barcellona è riuscito a crescere durante la transizione della destra messinese, mentre adesso guida un gruppo di potere molto significativo all’interno del PDL.

Qualcuno sostiene che è già pronto a volare a Roma. Ma se si dovesse aprire la campagna elettorale in autunno, di fronte all’UDC che non sceglie e al PD che si contorce nelle sue tante componenti interne, paradossalmente sarebbe proprio il PDL ad essere pronto all’elezione e forse Buzzanca potrebbe ancora avere la forza ed i numeri per scegliere il proprio successore.

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