Lunedì il giudizio su Amanda e Raffaele, poi una lunga stagione di processi: la giustizia non può più sbagliare

Meredith Kercher

Omicidio Kercher, siamo al capolinea. Sabato e lunedì prossimi il verdetto finale sulla vicenda che vede accusati, per l’omicidio della povera Meredith, l’americana Amanda Knox e l’ex ragazzo Raffaele Sollecito.

Il presidente della corte ha autorizzato la presenza dei media durante la lettura della sentenza; anche la CNN ha prenotato un posto per filmare il grande evento mediatico. Smentite arrivano dal padre della Knox, su presunti jet privati, già pronti per il dopo processo, ovviamente, se libera.

Infelice è colui che muore e va sottoterra, chi resta si consola e si diverte“.

È quel che accade ai giorni nostri. Delitti irrisolti che danno popolarità ai possibili assassini. Quello di lunedì terrà incollati alla tv milioni di persone, e se i due ragazzi saranno prosciolti o sarà loro ridotta la pena, diventeranno delle star.

Star per essersi macchiati di colpe così gravi? Sebbene sul luogo del delitto siano ritrovate prove importanti, tali da imputare il reato, tanti sono i delitti non risolti. Il caso di Sarah Scazzi ne è un esempio.

Un processo mediatico senza fine, programmi televisivi improntati su tale vicenda sino alla nausea. Uno zio, Michele, bollato come il mostro di Avetrana, poi, prosciolto perché innocente ma accusato di aver aiutato non si sa chi, nell’occultazione del cadavere. Sabrina e Cosima, rispettivamente, cugina e zia sono ancora in prigione, e si dicono “serene”; addirittura Sabrina ha conseguito il diploma di parrucchiera. Quando le sarà concessa la libertà per insufficienza di prove, perché l’andazzo è quello, aprirà un salone di bellezza, ovviamente dopo aver scritto il libro “le mie prigioni“, e la gente accorrerà a farsi la messa in piega e si lascerà immortalare con Sabrina, dai paparazzi.

E di Melania Rea? C’era o non c’era in quel parco? Salvatore Parolisi, suo marito è in carcere, e si dichiara innocente, allora chi l’ha uccisa e perché? Yara Gambirasio?  Un altro crimine senza colpevole. Reperti mai esaminati, contaminazione delle prove, errori nelle indagini. A chi, allora attribuire tale incompetenza?  Solo un gran chiasso, famiglie che non hanno più privacy, giornalisti che instaurano legami di amicizia con le persone coinvolte, lettere di amici, di sorelle, ex fidanzate, inviate alle redazioni dei talk show.

Ogni professione che si rispetti ha un codice deontologico, e il professionista deve attenersi alle regole; sembra, invece, che tutto ciò non abbia valore, e come se fossimo catapultati dentro una soap opera e come testimoni coscienti lasciamo che la memoria di chi ha perso tragicamente la vita sia considerata un dettaglio.

Sul piano morale, sarebbe interessante capire quali sono le emozioni, gli stati d’animo di questi ultimi.

È noto a tutti che la giustizia italiana é garantista, in altre parole tutela i delinquenti e gli assassini; tant’è che se un tabaccaio spara a un ladro perché esasperato delle continue rapine, è portato in carcere e accusato di omicidio volontario. Se accade l’opposto, il delinquente è messo in libertà poco dopo. Siamo spettatori di un romanzo criminale, dove le vittime sono macchine che producono soldi, gli assassini personaggi pubblici di tutto rispetto che percepiscono cachet milionari per apparizioni in pubblico, avvocati che si comportano come se fossero vip alla prima di un film, criminologi che stilano profili e ipotesi; insomma un cast d’eccellenza, ognuno ben calato nella propria parte, attento a dare il meglio di se.

Le vicende di Sarah Scazzi, Yara Gambirasio, Melania Rea, sono solo le più note, ma quanti nel nostro paese hanno vissuto situazioni simili e sono ancora in attesa di ricevere giustizia? L’incompetenza degli inquirenti, quante vittime morali mieterà ancora sulla propria strada?

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