Sono 710.740 le presenze censite dal Servizio Turistico Regionale, mentre l’ anno scorso erano state 560.000

una panoramica di Palermo

Palermo, dati alla mano, da gennaio sino a luglio 2011, ha conquistato il primato di capitale del turismo siciliano, sorpassando Taormina.

Sono infatti 710.740 le presenze turistiche censite sino ad oggi dal Servizio Turistico Regionale STP, mentre l’ anno scorso erano state 560.000. A questi numeri, che comprendono le strutture alberghiere cittadine a tre, quattro e cinque stelle, cioè 241 esercizi commerciali, andrebbe aggiunto il dato di agosto, oltre a tutto il movimento dei B&B, che in città sono ben 124 ed assorbono buona parte della richiesta di ospitalità.

«Siamo abbastanza sicuri che con il 2011 raggiungeremo il tetto del milione di presenze – spiega il dirigente Filippo Nasca , intervenuto all’ Open Forum sulle Isole minori -.Anche se può sembrare fuori luogo paragonare una grande città come Palermo alla capitale del turismo siciliano, una località balneare come Taormina, è importante rilevare che molte di queste presenze in città sono state di stranieri, primi i francesi, ma anche altri paesi europei, inclusi i russi, scandinavi ed altri paesi dell’ est».

Ma se Palermo sorride, i dati dei flussi turistici in Sicilia, se rapportati alle altre grandi isole del Mediterraneo, non sono affatto confortanti. Sebbene quest’ anno si parli di un generalizzato aumento in percentuale di oltre il 4 %, ma i dati non sono completi e confermati dall’ Osservatorio Regionale, da uno studio dell’ università di Palermo risulta che la Sicilia sino al 2009 si è attestata al quinto posto tra le destinazioni turistiche mediterranee, con i suoi 13 milioni di presenze annue, preceduta da Baleari, Canarie, Creta e perfino da Cipro. Inoltre, le isole spagnole e portoghesi riescono a distribuire i flussi su almeno sei mesi, con minore pressione sul sistema ambientale, mentre le isole minori siciliane restano legate al prodotto sole e mare del picco di luglio ed agosto, tranne pochissime eccezioni.

Critici gli operatori del settore e le associazioni di categoria di fronte ai dati positivi esposti dai vertici dell’ assessorato regionale. «Siamo come sempre, per le isole minori siciliane, in assenza di una programmazione strategica – afferma Cristian Del Bono di Federalberghi Isole Minori – se da un lato le presenze sono cresciute, non si guarda ai tassi di occupazione. Intanto sono aumentate anche le spese e la pressione fiscale».

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