Il Cavaliere compie 75 anni ma la sua agenda è piena fra Governo e vertice. La serata è ancora top secret

Silvio Berlusconi

Chi lo conosce bene racconta che il giorno del compleanno non è proprio quello che Silvio Berlusconi vive meglio. Soprattutto da qualche tempo, con gli anni che passano, il presidente del Consiglio tende addirittura a buttarsi giù. E oggi Silvio Berlusconi di anni ne compie 75: cifra tonda, tre quarti di secolo. Ma non è solo per questo che nei giorni scorsi il Cavaliere ha confidato ad alcuni parlamentari tra i tanti che gli hanno fatto in anticipo gli auguri, di sentirsi “amareggiato”, di non avere “nulla da festeggiare”.

In cima ai pensieri del premier c’è sempre quello che definisce l’assalto delle Procure, capaci – è il suo ragionamento – anche di entrare in guerra tra loro pur di colpirlo e farlo cadere. D’altra parte il premier continua a definirsi un “perseguitato” e a difendere le sue cene, quelle in cui – ripete a dispetto della qualunque che emerge dalle intercettazioni – non c’è mai stato nulla di meno che elegante. Berlusconi intende spiegarlo agli italiani, al più presto, forse in un intervento televisivo, in cui intende dare la “sua” versione.

Per il momento si è limitato a raccontare al Tg5 qual è il desiderio che esprimerebbe spegnendo le candeline. “In un momento così difficile per l’Occidente, per l’Europa e per l’Italia – sono le sue parole – mi piacerebbe che si mettessero da parte i contrasti e gli scontri e si lavorasse tutti insieme per rilanciare l’economia e per portare l’Italia fuori da questa crisi”.

Già l’anno scorso, d’altra parte, Berlusconi aveva parlato del suo compleanno come di un “giorno di merda”. Era il giorno in cui si presentò alle Camere per chiedere la fiducia sui famosi cinque punti programmatici. La scissione di Fini si era consumata, Fli era già nata ma non era ancora passata all’opposizione.

Magari avrà tempo di rilassarsi la sera. Chissà se riceverà qualche sorpresa notturna, come accadde l’anno scorso quando allo scoccare della mezzanotte lo raggiunse un gruppo di giovani sostenitori che volevano fargli festa sotto palazzo Grazioli e ‘propose’ la creazione di una commissione d’inchiesta sui giudici di sinistra. Come dire, passano gli anni ma certe cose non cambiano.

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