Girandola di incontri ai massimi livelli. E rispunta il nome di Grilli, “sponsorizzato” dal ministro Tremonti

Fabrizio Saccomanni

Era tutto pronto in Banca d’Italia questa mattina per la nomina di Fabrizio Saccomanni a governatore. Ma il colpo di scena è arrivato, quasi imprevisto, e non solo a via Nazionale. Tanto che il governatore in carica Mario Draghi sarebbe stato lungamente al telefono questa mattina con il capo dello Stato Giorgio Napolitano: il Colle non avrebbe gradito la scelta di palazzo Chigi di non fare arrivare, almeno per il Consiglio superiore di questa mattina, la lettera con il nome del candidato governatore che avrebbe avviato la procedura per la successione.

La missiva con l’indicazione del nome di Saccomanni di fatto era già stata protocollata a palazzo Chigi venerdì scorso e avrebbe dovuto essere consegnata a palazzo Koch lunedì. Ma non è mai partita.

Così Saccomanni, che fino a ieri sera si attendeva la nomina ed appariva tranquillo, sembra oggi più debole. Sul nome del governatore oggi gli incontri sono stati al massimo livello, prima Draghi da Berlusconi, poi Tremonti a palazzo Chigi. E fonti bene informate non escludono in giornata un colloquio di Draghi al Quirinale.

Riparte così il totonomine: a cominciare dal direttore generale del Tesoro Vittorio Grilli sostenuto dal ministro dell’Economia; ma in pista potrebbe tornare Lorenzo Bini Smaghi, membro del board della Bce e già nella rosa dei papabili in estate. E a seconda di chi sarà il nuovo governatore riparte anche la corsa interna per la nomina del direttore generale.

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