“Berlusconi tenterà di sopravvivere ma dovrà gettare la spugna. Alfano? Non è in grado di smuovere le acque”

Calogero Mannino

“E ora che succede, onorevole Mannino? Lei che ha buone frequentazioni nel Sacri palazzi dovrebbe saperne di più”. La risposta di Calogero “Lillo” Mannino, in un’intervista a “Sicilia Informazioni”, è fulminea: “Nell’immediato, niente”

Ma come, Angelo Bagnasco ingiunge atti risolutivi, lancia anatemi contro l’immoralità fustiga i comportamenti licenziosi e le relazioni improprie che ammorbano l’aria, e lei prevede che tutto rimanga come prima?

“Ripeto, nell’immediato niente, la qualcosa non significa che tutto resta com’è, semmai che non vedremo episodi significativi fra qualche giorno”.

Gli viene concesso di riaversi dal ko. “Non proprio, nessuna concessione, ci sono tempi da rispettare, che sono quelli del premier, ma siamo allo showdown, a meno che…”

A meno che? “Silvio Berlusconi non apra le ali e voli alto, ma non mi risulta che abbia le ali e sia un angelo. Tenterà di sopravvivere”.

Fino a quando? “Fino a Natale, entro quella data dovrà gettare la spugna, non c’è dubbio e si va allo scioglimento e nuove elezioni”

E’ l’unico scenario possibile? “Può accadere che cinque, dieci deputati ritirino la fiducia e si anticipino gli eventi. Se si spostano i numeri, cambia la musica”.

Lei che cosa auspica, onorevole Mannino? “La situazione finanziaria è tremenda, faccio un solo esempio: l’Italia paga il 6,5 per cento di interessi sui suoi titoli; il Giappone l’1,8 per cento. Il governo in carica in regime di sopravvivenza penalizza il Paese, è evidente”.

I politici cattolici si sono dati appuntamento a Todi, il 17 ottobre. Pensa che da lì arriveranno segnali importanti? Si parla del ritorno della Balena bianca, di un movimento promosso da cattolici bipartisan e di altro ancora. “Più esplicita di com’è stata la Chiesa non avrebbe potuto essere. La Chiesa è rammaricata, vuole che chi governa sia un modello di comportamento, è preoccupata di ciò che accade e ha esternato tutte le sue preoccupazioni. La Chiesa auspica che i politici cattolici abbiano un ruolo più forte proprio per “ripulire” l’aria ammorbata dai comportamenti licenziosi; non c’è una volontà politica, c’è la cura delle anime…”

Detto brutalmente, non ne potevano più. “La questione morale si riflette anche sulla qualità dell’attività governativa, sul ruolo del Paese e sulle sue fortune o sfortune…Certo, c’è anche chi auspica il ritorno della Dc, di un partito cattolico”.

Lei esclude questa eventualità? “Oggi i cattolici non sono maggioranza nel paese, si può immaginare un modello tedesco, un partito cattolico aperto ai laici. Il futuro, comunque, è legato ai tempi della crisi berlusconiana. Dunque, en attendant Berlusconi”.

Ma c’è Angelino Alfano, il suo concittadino. Potrebbe essere lui il predestinato. “Angelino non è nelle condizioni di smuovere le acque, avrebbe potuto mettere in campo iniziative risolutive in questi mesi, ma non l’ha fatto. Sarebbe stato più facile per lui in questo modo parlare con franchezza con Berlusconi sul da farsi. Invece, è rimasto immobile”.

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