“Un tabulato chiarirà presto la mia posizione. Chiamai premier, mi disse che i soldi servivano per Tarantini”

Valter Lavitola

In collegamento video da una località ignota, nella trasmissione ‘Bersaglio mobile’ condotta da Enrico Mentana su La7, Valter Lavitola esibisce dei “tabulati” di una telefonata al premier Silvio Berlusconi che “mi scagionerebbe”. Il faccendiere latitante, coinvolto nell’inchiesta giudiziaria sui rapporti tra Tarantini e il presidente del Consiglio, lancia una sorta di “appello tv alla procura” e chiede come mai i contenuti della telefonata in questione non siano stati intercettati oppure trascritti nei verbali dell’inchiesta.

“Ho chiesto al mio avvocato di presentare istanza alla procura per approfondire e verificare se questo tabulato che ho prodotto è vero o falso e vorrei capire perchè questa telefonata non è stata intercettata o non è stata trascritta”, dice Lavitola.

Il faccendiere spiega di aver “avuto un’utenza argentina alla quale ho ricevuto una telefonata di Tarantini. Subito dopo, venti minuti dopo, ho chiamato Berlusconi”. Dopo tre tentativi, “me l’hanno passato”. La telefonata, che nella trasmissione però Lavitola non circostanzia di dettagli su data e ora, “dura nove minuti. Se ci fosse questa intercettazione, non ci sarebbe l’indagine”, si spinge a dire, esibendo un foglio che presenta come il “tabulato” della telefonata. In quella conversazione, spiega, “ho detto al premier ‘mi ha chiamato Tarantini, lui ha notizia dei 500mila euro, gliel’ha detto l’avvocato Perrone. Lui vuole che gli consegni questa somma: che faccio? Dice che è per un’attività imprenditoriale all’estero, gliela metto a disposizione? Calcola che lui consuma come una Ferrari…”. Domande cui il premier avrebbe risposto sottolineando che Tarantini “doveva fare un’attività e la somma è per l’attività”.

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