L’evento chiude con 8.196 operatori, italiani in calo. In crescita Oriente e Paesi Baltici. Presentate 240 collezioni

anche Belen in passerella
Si chiude oggi con 8.196 operatori (+6% rispetto all’edizione settembre 2010), Milano pret-à-porter, la tradizionale Fiera della moda per la prossima primavera-estate, che si è tenuto a fieramilanocity dal 23 settembre. In netta crescita gli operatori internazionali con incrementi a due cifre per gli operatori provenienti dal bacino delle ex Repubbliche Baltiche, Estremo Oriente con in testa Korea e Giappone e una sostanziale tenuta del mercato europeo con il ritorno dei compratori inglesi e tedeschi. In calo gli operatori italiani che hanno concentrato la loro presenza nella giornata di domenica.

“I numeri hanno la loro importanza – ha commentato in una nota Marco Serioli, direttore divisione exhibitions Fiera Milano Spa – le nostre aziende hanno sempre più bisogno di concentrarsi sull’export per compensare il calo dei fatturati in Italia ed è per noi significativo l’aver sfiorato il 30% di operatori esteri. Quello che più ci ha premiato è stata la qualità del prodotto: per un capo veramente Made in Italy i buyer sono disposti a spendere di più e qui a MI Milano pret-a-porter hanno trovato collezioni di alto profilo interamente prodotte in Italia”.

Milano pret-à-porter ha presentato 240 collezioni per la prossima primavera estate 2012 riservando particolare attenzione ai marchi emergenti che si caratterizzano per ricerca e creatività, protagonisti dell’area The Hothouse. Tra le novità di quest’anno il progetto dedicato ai nuovi talenti Mi Pap+ che ha esordito con Kiton, storico brand italiano e la presenza dello special project di Victoria Bartlett, Vpl. Si confermano molto apprezzate anche l’area dedicata al beachwear e l’evento Collisions, giunto alla sua terza edizione.

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