Il legale del congolese arrestato e poi scagionato: “Amanda ha rovinato per sempre la sua immagine”

Patrick Lumumba

Il processo d’appello a Perugia per la morte di Meredith Kercher, l’avvocato del congolese Patrik Lumumba ha definto oggi il suo assistito “la seconda vittima di questa vicenda” mentre il legale della famiglia della studentessa ha chiesto che venga confermata la sentenza di primo grado che ha condannato Amanda Knox e Raffaele Sollecito a 26 e a 25 anni di reclusione.

Nel giorno dedicato alle parti civili, Carlo Pacelli, avvocato di Lumumba — arrestato insieme ad Amanda e Raffaele a pochi giorni dall’omicidio poiché indicato da Amanda come l’autore del delitto e poi scarcerato — ha definto il suo assistito “la seconda vittima di questa vicenda, dopo Meredith Kercher”.

“Non soltanto per i giorni di detenzione – ha spiegato l’avvocato – quanto per un danno d’immagine che l’ha visto finire sui giornali e sulle televisioni di tutto il mondo, come l’assassino della giovane inglese”.

Lumumba fu accusato da Amanda durante gli interrogatori della polizia e in seguito scarcerato grazie ad un alibi che gli assicurò la sua “totale estraneità ai fatti”, tanto che l’americana fu poi condannata per calunnia.

L’avvocato ha anche tracciato un profilo di Amanda definendola come “un mix esplosivo di droga, sesso e alcool”.

“Altro che dolce.. ha una doppia personalità, viso acqua e sapone, la figlia che tutti vorrebbero”, ha aggiunto. “…ma è luciferina, satanica, diabolica, dedita a comportamenti border line”.

“E’ una enorme balla quella che dice Amanda quando sostiene che il nome di Patrik gliel’ha suggerito la polizia. E’ stata lei a scegliere arbitrariamente di indicare Patrik come il colpevole, per allontanare da se i sospetti”, ha detto ancora l’avvocato.

Al termine della sua arringa, il legale della famiglia Kercher, Francesco Maresca, ha chiesto alla corte di confermare la sentenza di primo grado, rinviando al giudizio civile la valutazione dei danni.

“Mi congedo con una frase di Newton ‘La verità si ritrova nella semplicità mai nella confusione’. Il mio invito, che rivolgo alla corte, è: lasciate fuori la confusione e ricercate la verità che per noi è stata già raggiunta nella condanna di primo grado”, ha detto Maresca.

L’avvocato è anche scusato con le persone presenti dopo che in aula sono state proiettate le immagini del corpo straziato di Meredith.

“Ho sempre chiesto l’allontanamento dei giornalisti però oggi, preso dalla mia relazione, mi è sfuggita la cosa e chiedo scusa ai familiari e a tutti”, ha detto Maresca.

Nel suo intervento, l’avvocato ha ricostruito l’intera vicenda giudiziaria individuando tutti gli elementi di colpevolezza, a suo dire, nei confronti di Amanda e Raffaele: dalle impronte di sangue lasciate dai due nel corridoio e nel bagno della casa fino ai riscontri sul pc del ragazzo.

Domani il processo prosegue con le arringhe delle difese degli imputati.

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