Alla camera la revisione dell’art. 1 comma 29 ddl intercettazioni. Il governo propone legge bavaglio per i blog

non sento, non vedo e non parlo ... l'italiano del futuro?

Siamo alla frutta. Nessuno sa se questi possono definirsi gli ultimi round di una battaglia che ormai infuria tra il presidente del consiglio e il popolo italiano. Circondato dai suoi servitori, sta cercando di salvaguardare la propria incolumità attraverso l’uso di vili sotterfugi, infatti, torna sul banco del governo l’art. 1 comma 29, che attiene all’obbligo di rettifica per i blog.

Tale emendamento proposto dal PDL l’anno scorso, e fortunatamente bocciato dalla commissione giustizia, aveva suscitato rabbia nel mondo dell’informazione. Alla notizia di una possibile revisione della stessa, la rete si mobiliterà con manifestazioni per protestare contro questo ennesimo atto di prepotenza.

La proposta, in realtà, impone l’obbligo della rettifica entro le quarantotto ore dalla richiesta del soggetto che ritiene di essere stato leso nella sua persona, e una sanzione fino a dodicimila euro in caso di mancata rettifica.

Ora, che il presidente del consiglio non sappia più dove appigliarsi, è un dato certo, considerate le figuracce fatte dinanzi al mondo intero; ma che voglia zittire anche l’Italia, ammazzando l’informazione, questo è troppo. Non basta il ddl contro le intercettazioni adesso anche la guerra contro i siti d’informazione.

Eppure, l’arzillo cavaliere ha impostato la sua ascesa al potere decantando di un’Italia libera e democratica. Che genere di democrazia intende il presidente, se il suo unico scopo, assieme ai suoi fedelissimi, è quello di occultare le proprie malefatte?

Forse, il capo del governo, non si è accorto che il fascismo non esiste più, e che il mondo si è evoluto, la gente si è evoluta, e per quanto offensivo il loro comportamento, il popolo non resterà a guardare. Un comportamento ingiurioso, perché non hanno rispetto per gli italiani, per la libertà di parola. Come può un governo definirsi democratico, “esportare” o “insegnare” la democrazia all’estero, se poi, con atti apparentemente leciti, tenta di reprimere la libertà di pensiero del proprio paese?

L’articolo n° 3 della Costituzione così dice:

Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono uguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali”; e ancora, l’articolo n°21 della Costituzione sancisce la libertà di stampa:

Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione. La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure”.

La Costituzione della Repubblica Italiana sancisce questi diritti, l’uguaglianza davanti alla legge e la libertà di pensiero nelle sue forme.

Siamo solo all’inizio di una lunga battaglia, il popolo degli internauti non si arrenderà tanto facilmente, perché l’informazione è un diritto di tutti.

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