Per uscire dalla crisi, secondo il Sunday Times servira ricapitalizzazione delle banche e default della Grecia

borse in altalena

Piazza Affari inverte la rotta e, dopo circa mezz’ora dall’avvio delle contrattazioni, si porta decisamente in territorio positivo. Alle 9,30 il Ftse Mib guadagna il 2,39% a 13.991 punti mentre il Ftse All share sale dell’1,95% a 14.748 punti. Avvio negativo per le principali Borse europee. Anche le altre piazze europee limano le perdite e si avvicinano alla parità.

La settimana si annuncia cruciale sia per la Grecia sia per la zona euro, mentre i Paesi più industrializzati cercano una soluzione alla crisi: lo ha scritto ieri il Sunday Times rivelando che sabato i Paesi del G20 hanno discusso un nuovo schema, che potrebbe essere presentato a giorni, mirato a salvare l’euro e la cui introduzione è stata sollecitata anche dagli Stati Uniti, Cina e Fmi. Si tratta di un progetto in tre punti che prevede l’aumento del fondo salva-stati, il default della Grecia con una riduzione delle cifre per i creditori, e una ricapitalizzazione delle banche europee.

Secondo quanto scrive questa mattina la BBc, gli investitori privati nel debito greco dovrebbero accettare un 50% di riduzione delle cifre a loro spettanti.

Un altro passo del maxi-piano d’emergenza rivelato dal settimanale britannico dovrebbe essere una sostanziale iniezione di capitali in almeno 16 banche europee. Secondo gli analisti il conferimento potrebbe riguardare capitale “di contingenza”, vale a dire riserve che potrebbero essere utilizzate solo in caso di bisogno. A quel punto, essendo stato approntato un sostegno alle banche, la Grecia potrebbe andare in default, vale a dire in stato d’insolvenza sui propri debiti.

Inoltre il piano dovrebbe aumentare il fondo europeo salva-stati fino a duemila miliardi di euro, consentendo di fare prestiti ai paesi in difficoltà. I governi europei, dice oggi la Bbc, sperano di avviare il piano entro cinque o sei settimane: un compito di estrema difficoltà.

Dopo colloqui con il direttore del Fondo Monetario Internazionale Christine Lagarde, il ministro delle Finanze greco Evangelos Venizelos avrebbe detto che Atene è pronta a fare “tutto quel che serve” per ridurre il suo deficit attualmente al 160% del prodotto interno lordo.

Il piano risolverebbe uno dei principali ostacoli che impediva ai politici europei di avallare un default di Atene a causa della loro preoccupazione per l’impatto sulle banche continentali – a partire da quelle francesi – che detengono miliardi di euro di titoli di stato ellenici.

La notizia sul nuovo piano è giunta all’indomani delle nuove pressioni pubbliche da parte del segretario al Tesoro Timothy Geithner che sabato ha messo in guardia dalla “minaccia di default a cascata, corse agli sportelli e rischi catastrofici che devono essere levati dal tavolo perché in caso contrario tutti gli altri sforzi saranno minati, sia all’interno dell’Europa che a livello globale”.

Ma le attese sono anche concentrate sulla Banca centrale europea, che secondo alcune voci – tutte da verificare – potrebbe presto annunciare ulteriori misure per facilitare l’accesso delle banche alla liquidità, a partire da un taglio d’emergenza dei tassi.

Non c’è tempo da perdere, nemmeno per l’Italia, come hanno avvertito da Washington nelle ultime ore anche le due principali banche italiane, Unicredit e IntesaSanpaolo che figurano anche nel ristretto gruppo dei principali istituti di Eurolandia.

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