Nasce un “salvadanaio permamente”: lo ha annunciato da Washington il ministro delle Finanze Schauble

Giulio Tremonti all'estero

La Germania è disposta ad accelerare la nascita del fondo di soccorso finanziario permanente della zona euro, la cui nascita era stata originariamente programmata per la metà del 2013. Lo ha annunciato da Washington, dove sta partecipando agli incontri del Fondo Monetario Internazionale, il ministro dell’economia tedesco Wolfgang Schauble.

“Prima sarà meglio sarà”, ha detto davanti ai giornalisti sottolineando che occorrerà verificare se l’accelerazione sarà possibile da un punto di vista giuridico. I paesi europei avevano deciso nell’autunno 2010 di creare questo Meccanismo europeo di stabilità (Mes) , destinato a rimpiazzare a partire dalla metà del 2013 il Fondo europeo di stabilità finanziaria (Fesf) creato nella primavera dello stesso anno con una durata prevista di tre anni, durante le tensioni per la crisi greca.

Il fondo permanente prevede di fare contribuire i debitori privati degli stati in caso di sostegno finanziario ai paesi dei quali detengono il debito, attraverso eventuali ristrutturazioni.

Se il Mes dovesse essere messo in piedi più velocemente non ci opporremmo”, ha aggiunto il ministro tedesco reputando che un meccanismo permanente sia più adatto a ristabilire la fiducia rispetto a un meccanismo temporaneo come il Fesf. “Noi – ha insistito Schauble – vogliamo una soluzione permanente da quando sarà possibile e forse ci arriveremo un pò prima” che nella scadenza del luglio 2013 prevista.

Possibilista anche il ministro spagnolo dell’economia Elena Salgado: “Se c’è un accordo generale – ha detto rispondendo a una specifica domanda – la Spagna è d’accordo”.

Ma il ministro Schauble ha anche detto di voler procedere “per tappe” verso la meta di “una soluzione durevole e convincente per la Grecia” che ha manifestato la sua volontà di restare nella zona euro. “Se le misure necessarie saranno prese” da Atene “noi faremo tutto il necessario perche questo sia il caso”, ha detto. E ha chiamato gli altri stati membri della zona euro ad adottare rapidamente l’accordo del 21 luglio que prevede un nuovo piano di aiuti alla Grecia e un rafforzamento del Fesf.

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