Sale ancora l’Iva: il meccanismo dell’arrotondamento porterà ancora una volta rincari su tutte le tratte brevi

autostrade sempre più care

Temi amari anche per gli automobilisti. Il rincaro dell’Iva – dal 20 al 21% disposto con il decreto 138/2011 – si sta trasformando in un salasso con punte fino a + 10% per i pedaggi delle autostrade. Infatti in molti tratti, soprattutto i più brevi, il teorico rincaro di pochi centesimi si è trasformato in un aumento di 10 centesimi.

I gestori chiamano a propria difesa il decreto interminsteriale n. 10440/28/133 che stabilisce delle regole di arrotondamento. In pratica è stabilito che fino a 5 centesimi, i prezzi devono essere arrotondati per difetto di zero, oltre, per eccesso a dieci. Dunque se per una tratta si pagava 1,05 euro, con l’aumento dell’Iva si pagherebbe 1,06 euro, arrotondati su arriva a 1,10 euro.

I rincari più sostenuti si sono concentrati sulle tratte brevi. Per esempio sulla tangenziale Nord Milano – Sesto San Giovanni la tariffa è aumentata di 10 centesimi.

Saranno gli autotrasportatori a pagare il prezzo più caro. Da Padova Est a Firenze Nord, per esempio, il pedaggio per un autoarticolato (classe 5) passa da 35,30 a 35,60 euro. Da Padova Est a Milano Est, altro aumento di 30 centesimi: da 34,30 a 34,60. Da Padova Ovest a Desenzano, sempre per i veicoli di classe 5, il pedaggio varia di 20 centesimi, da 16,30 a 16,50.

Solo sulle tratte più lunghe c’è stato un contenimento dei costi. Il gruppo Atlantia che attraverso Autostrade per l’Italia, gestisce 3.000 chilometri di autostrade, segnala che sulla tratta Roma Nord – Bologna Casalecchio il pedaggio è passato da 23,5 a 23,7 euro. La tratta Milano Sud – Firenze Nord è aumentata da 19,10 euro a 19,30 (+ 1,05%).

© Riproduzione Riservata

Commenti