La Nasa “a caccia” dei detriti caduti dallo Spazio. Molto ampia la zona di sorvolo, già escluso rischio per l’Italia

Satellite Uars

Il satellite statunitense Uars è rientrato nell’atmosfera fra le 5,23 e le 7,09 di stamattina (ora italiana), mentre sorvolava una zona compresa fra il Canada, l’Africa e una vasta area degli oceani Pacifico, Atlantico e Indiano. Lo ha confermato la Nasa in un comunicato. “Un orario più preciso e il punto di impatto – ha aggiunto l’agenzia spaziale Usa – per il momento non sono stati individuati con certezza”. La scorsa notte il satellite defunto aveva cambiato rotta, scongiurando il rischio che i suoi detriti potessero precipitare in Europa e in Italia.

L’Uars ha misurato per anni i livelli di ozono e altri dati meteorologici degli strati superiori dell’atmosfera: fuori servizio dal 2005, da allora ha continuato ad orbitare perdendo progressivamente quota. E’ uno dei circa 22mila – di cui appena 900 satelliti ancora integri, di cui solo 380 funzionanti – oggetti che costituiscono la ‘spazzatura spaziale’ attorno al nostro pianeta. Una quantità che aumenta esponenzialmente, tanto che un rapporto dell’Us National Research Council, commissionato dalla Nasa, raccomanda ormai di mettere a punto una strategia di ‘ripulitura’ prima che i detriti mettano a rischio altri satelliti ancora operativi o la stessa Stazione Spaziale Internazionale ‘Alpha’.

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