Allerta nel Nord-Italia. L’Agenzia spaziale statunitense raccomanda: “non toccare gli eventuali frammenti”

il satellite che pioverà in pezzi sull'Italia

La Nasa ha rivisto i tempi di rientro nell’atmosfera del satellite Uars, possibile ora nella tarda serata ora italiana o alle prime ore dell’alba: i detriti del satellite potrebbero arrivare anche nel Nord Italia. Sono diminuite le previsioni rese note dal comitato operativo convocato in modo permanente dalla protezione civile d’intesa con l’Asi circa la probabilità che uno o più frammenti del satellite possano cadere in territorio italiano: la percentuale di probabilità rimane per ora allo 0,9%.

L’Agenzia spaziale statunitense raccomanda di non toccare eventuali frammenti non per la tossicità o la temperatura (il riscaldamento avviene solo nella parte alta dell’atmosfera) ma per evitare il rischio di tagliarsi con il metallo; l’Uars non contiene alcun componente radioattivo. Infine, la Nasa sottolinea di nuovo come le probabilità di essere colpiti da un frammento del satellite è infinitesimale e che la velocità di caduta dei detriti a Terra sarà comunque bassa. Secondo l’ultima previsione resa nota dal comitato operativo della protezione civile d’intesa con l’Asi, la probabilità che uno o più frammenti del satellite possano cadere in territorio italiano:rimane per ora allo 0,9%. Il satellite Nasa Uars, l’Upper Atmosphere Research Satellite, che nel settembre 1991 fu collocato su un’orbita circolare in prossimità della navetta spaziale Discovery e i cui frammenti stanno per rientrare in collisione con l’atmosfera terrestre.

Gli esperti dei 25 Paesi del MIC-Monitoring information Centre hanno condiviso le informazioni sull`evoluzione degli scenari relativi al rientro sulla Terra del satellite Uars e hanno informato gli altri Paesi sulle attività intraprese per informare i cittadini sulle norme di auto-protezione da adottare. Non sono emerse indicazioni differenti per la popolazione rispetto a quelle diramate dal Dipartimento della Protezione Civile.

Due, quindi, le traiettorie di interesse per l’Italia. L’area potenzialmente a rischio per la caduta di questi frammenti comprende le Province Autonome di Trento e Bolzano, tutte le province di Piemonte, Valle D’Aosta, Liguria, Lombardia (in particolare nella zona del Lago di Como); Piacenza e Parma per l’Emilia Romagna, Verona, Vicenza, Belluno, Treviso per il Veneto e Pordenone e Udine per il Friuli Venezia Giulia.

La protezione civile precisa che eventi di questo tipo e casi reali di impatto sulla Terra, e in particolare sulla terraferma, sono “assai rari”. Per questo, non esistono comportamenti di autotutela codificati in ambito internazionale da adottare a fronte di questa tipologia di eventi. Tuttavia, è possibile fornire, “pur nell’incertezza connessa alla molteplicità delle variabili”, alcune indicazioni utili alla popolazione affinché adotti responsabilmente comportamenti di autoprotezione qualora si trovi, nel corso degli intervalli temporali di interesse per l’Italia, nei territori potenzialmente esposti all’impatto. Innanzitutto, visto che è poco probabile che i frammenti causino il crollo di strutture, sono da scegliere i luoghi chiusi. Ancora, visto che i frammenti, impattando sui tetti degli edifici, potrebbero causare danni, perforando i tetti e i solai sottostanti, non disponendo di informazioni precise sulla vulnerabilità delle strutture, si può affermare che sono più sicuri i piani più bassi degli edifici. Infine, all’interno degli edifici i posti strutturalmente più sicuri dove posizionarsi nel corso dell’eventuale impatto sono i vani delle porte inserite nei muri portanti.

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