Il senatore della Lega, Angela Maraventano, annuncia la decisione del Viminale: i migranti a Porto Empedocle

sbarchi a Lampedusa

“Il Viminale ha deciso di chiudere i centri d’accoglienza dell’isola perché non si possono più ospitare gli immigrati in quelle strutture fatiscenti, e devono essere eseguiti dei lavori di ripristino”. Lo ha detto la senatrice della Lega Nord Angela Maraventano, parlando del destino dei due centri d’accoglienza, l’ex base Loran e la struttura di contrada Imbriacola, sull’isola di Lampedusa. “Entro i prossimi 15 giorni – ha aggiunto la Maraventano – il consiglio comunale si riunirà per fornire indicazioni al ministero, e decidere quella che sarà la sorte delle due strutture”.

La decisione del governo di sospendere gli approdi degli eventi Sar (i recuperi che avvengono in particolari zone del Canale di Sicilia), secondo la Maraventano avrà poi effetti positivi sull’isola maggiore delle Pelagie: “Sicuramente – ha spiegato – l’isola tornerà a respirare. Certo non possiamo dire che tutto ciò finirà completamente, perché non si sa come si può evolvere la situazione nei prossimi giorni. Siamo pronti ad accogliere come sempre i profughi, come sempre accaduto, per la Tunisia gli accordi sono stati fatti e speriamo che capiscano l’inutilità di venire qui a Lampedusa, dal momento che verranno rimpatriati”.

Intanto è iniziata oggi la nuova fase della gestione del flusso migratorio proveniente dai Paesi nordafricani. Dopo la rivolta di Lampedusa, infatti, le navi e i barconi intercettati vengono dirottati verso Porto Empedocle, invece che sull’isola delle Pelagie che è stata svuotata grazie al ponte aereo di ieri.

I 75 immigrati – tra cui due donne – tutti di probabile nazionalità tunisina, erano stati intercettati ieri a largo di Lampedusa. Invece di farli scendere sull’isola delle Pelagie, le autorità hanno deciso di dirottarli a Porto Empedocle a bordo di cinque motovedette. Una decisione, quella di inibire il porto lampedusano, che potrebbe indicare l’agrigentino come nuovo punto nevralgico per l’arrivo dei migranti.

Dopo l’incendio del Cpa di contrada Imbriacola a Lampedusa, infatti, il Viminale ha preferito spostare gli sbarchi dei tunisini sulla terraferma. Dopo il foto-segnalamento, avvenuto al porto per opera della polizia scientifica della Questura di Agrigento, i 75 migranti sono stati trasferiti in vari Cie della Sicilia.

Ieri sono andate avanti tutto il giorno le operazioni di evacuazione della maggiore delle Pelagie, dei circa cinquecento, degli oltre mille iniziali, extracomunitari tunisini che nei giorni scorsi avevano dato vita ad una violenta rivolta, sfociata nell’incendio di una vasta area del Cie di contrada Imbriacola, e negli scontri con le forze dell’ordine e gli isolani. Il sindaco di Lampedusa, Bernardino De Rubeis, ieri ha ringraziato il governo per l’avvio in temi rapidi della macchina dei trasferimenti, auspicando che la dichiarazione dell’isola come “porto non sicuro”, porti al conseguente dirottamento a Porto Empedocle dei barconi intercettati nel Canale di Sicilia.

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