Il presidente dell’Anp: è l’ora della verità, il mio popolo deve poter vivere come gli altri popoli del pianeta”

Abu Mazen

“E’ venuta l’ora dell’indipendenza”. Così presidente dell’Autorità palestinese Abu Mazen ha annunciato all’assemblea generale delle Nazioni Unite la richiesta appena fatta all’Onu di riconoscere la Palestina come stato sovrano. Il presidente dell’Anp ha mostrato alla platea un foglio dicendo: “Ecco una copia della richiesta”, salutato dall’applauso in piedi di molti dei delegati.

“Questo è il momento della verità”, ha detto Abu Mazen, “il mondo continuerà a permettere a Israele di mantenere l’occupazione per sempre e di restare uno stato al di sopra della legge e della responsabilità e di rifiutare le risoluzioni del Consiglio di sicurezza e dell’Assemblea generale” o capirà che in Medio Oriente c’è “uno stato mancante che deve essere creato immediatamente?” Entrando nella parte finale del suo discorso, Abu Mazen ha ripetuto retoricamente una serie di frasi che cominciavano con “è venuta l’ora”, per concludere annunciando che “è venuta l’ora per il mio coraggioso e orgoglioso popolo, dopo decenni di occupazione, di vivere come altri popoli della terra, liberi in un paese sovrano e indipendente”. E ha citato “il nostro grande poeta Mahmoud Darwish: ‘Noi abbiamo uno scopo solo: esistere, ed esisteremo’”. Un discorso in cui peraltro Abu Mazen non ha parlato del processo diplomatico tramite il Quartetto, prima di arrivare a forzare un voto al Consiglio di sicurezza, che avevano ventilato fonti palestinesi ieri.

In chiusura, mentre all’inteprete delle Nazioni Unite dall’arabo all’inglese si spezzava la voce a tratti, Abu Mazen ha annunciato di aver avviato la richiesta formale di riconoscimento: “Nella mia capacità di presidente dello stato di Palestina e presidente del comitato esecutivo dell’Organizzazione di liberazione della Palestina ho presentato al presidente Ban Ki-moon la richiesta di riconoscere lo stato di Palestina con i confini del 1967 come membro a pieno diritto delle Nazioni Unite”. E ha terminato l’intervento dicendo “Vi chiedo di accelerare l’iter della richiesta al Consiglio di sicurezza”, una posizione quindi diversa da quanto emerso finora dalla delegazione palestinese all’Onu, che indicavano la scelta di un percorso meno diretto.

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