La decisione in Texas, dove un omicida del Ku Klux Klan ha ordinato un pranzo luculliano per poi non mangiarlo

stop all'ultimo pasto

Due cotolette, un triplo bacon cheeseburger, una porzione di gombo fritto, mezzo chilo di carne alla brace, tre fajitas, una ‘Meat lover’s pizza’ (con peperoni, salsiccia, pancetta, prosciutto), mezzo chilo di gelato e, per finire, un dolce a base di burro di noccioline, vaniglia e cioccolato. E’ l’ultimo pasto chiesto da Lawrence Russell Brewer, prima di essere giustiziato in Texas, mercoledì. Un pasto luculliano, scelto – come da tradizione – dal condannato. Rimasto intatto sulla tavola. “Non ho fame” ha semplicemente detto Brewer, davanti a tutto quel cibo.

Un pasto indigesto – è proprio il caso di dire – per i politici texani, che non hanno gradito il comportamento di Brewer: “E’ un privilegio inappropriato”, quello dell’ultimo banchetto. E per questo, il Texas ha deciso di abolirlo. Lo riporta l’edizione online della Bbc.

“Quando è troppo è troppo” ha dichiarato il senatore texano John Whitmire, giudicando “estremamente inappropriato dare a una persona condannata a morte un tale privilegio. Un privilegio che il colpevole non ha dato alle sue vittime”. Poche ore dopo, Brad Livingston, direttore esecutivo del Dipartimento di giustizia criminale del Texas, ha dichiarato che questa consuetudine sarà abolita. Livingston ha poi chiarito che d’ora in poi i condannati “riceveranno lo stesso pasto servito agli altri carcerati nell’unità”.

Brewer, un estremista legato ai gruppi che predicano la supremazia bianca, membro del Ku Klux Klan era stato condannato a morte per aver ucciso, nel 1998, James Byrd Jr., un uomo di colore handiccapato, incatenato a un pick-up e trascinato lungo la strada fino alla sua morte.

Molti Stati americani concedono la scelta dell’ultimo pasto, ma le modalità variano: alcuni hanno un menù, altri, come la Florida, impongono una spesa massima. Nel corso degli anni, le autorità hanno ricevuto anche richieste bizzarre: nel 2007, Philip Workman chiese una pizza vegetariana: non per sé, ma per un senzatetto; la richiesta fu però respinta. Nel 2000, Odell Barnes domandò “giustizia, uguaglianza e la pace nel mondo”.

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