Panchina nerazzurra al “nemico” di Mourinho. Gasperini: “peccato andar via, molto dispiaciuto”

Claudio Ranieri

Claudio Ranieri è il nuovo allenatore dell’Inter. Sarà lui a guidare la squadra a partire dalla prossima sfida di campionato a Bologna e in Champions contro il Cska di Mosca. L’ex tecnico della Roma è stato scelto per la sostituzione di Gasperini, esonerato stamattina dopo la sconfitta rimediata ieri a Novara. Ranieri ha firmato un contratto annuale con opzione di rinnovo, e giovedì mattina dovrebbe essere presentato ufficialmente.

Sulla panchina dell’Inter arrva il nemico dell’ex allenatore più rimpianto dagli interisti, Mourinho. Ai tempi della Roma del dopo-Spalletti, Claudio Ranieri è stato il nemico n.1 del portoghese che ha portato l’Inter sul tetto d’Europa. E proprio per uscire dalla crisi in cui è piombata nella brevissima esperienza di Gasperini, Moratti apre le porte di Appiano Gentile proprio a lui, l’ex baronetto di San Saba. Un tecnico solido (da giocatore è stato un roccioso difensore), di grande esperienza internazionale (ha allenato il Valencia, due volte, Atletico Madrid e il Chelsea). In Italia ha allenato praticamente dappertutto: Cagliari lo lanciò nell’88 (da allenatore esordì nell’Interregionale al Vigor Lamezia nell’86), poi allenò il Campania Puteolana in C1, e poi Napoli, Fiorentina, Parma, Juventus, dove due anni fa fu «cacciato» in malo modo nonostante il terzo posto in classifica.

Se la Juve è stato il suo sogno tradito, Roma per lui è stato un po’ come la delusione del primo amore. Quando il 2 settembre 2009 prese in mano la squadra giallorossa dopo l’addio di Spalletti, dopo sole due giornate di campionato, nemmeno il tifoso più sfegatato avrebbe puntato un euro sul tricolore (a novembre tra l’Inter di Mourinho e la Roma c’era addirittura 14 punti). Cinque mesi dopo i giallorossi erano invece in vetta solitari in serie A. Un sorpasso dovuto a 24 risultati utili consecutivi, fino alla sconfitta casalinga con la Sampdoria. L’avventura nella sua Roma, iniziata da giocatore in un umido pomeriggio del 4 novembre 1973 sul terreno di Marassi, nel giorno dell’esordio da terzino (sconfitta contro il Genoa per
2-1), grazie a Manlio Scopigno, è finita un inverno di 38 anni dopo.

Il 20 febbraio 2011 decise lui di dimettersi dopo la sconfitta per 4-3 con il Genoa in cui la Roma era andata in vantaggio per 3-0 nel primo tempo, e il Genoa aveva rimontato segnando quattro gol in pochi minuti del secondo tempo. In Italia Ranieri è tornato nel 2007 sulla panchina del Parma, dopo due anni di inattività ed a dieci anni dall’ultima esperienza in A, prendendo il posto di Stefano Pioli. Un’esperienza breve: lasciò la società emiliana già a fine maggio per essere poi ingaggiato dalla Juve per sostituire Deschamps. In bianconero riportò la squadra in Champions League, con quattro turni d’anticipo, regalandole il terzo posto. La stagione successiva fu più difficile, perchè i tifosi si aspettavano molto; nonostante la doppia vittoria in Champions sul Real Madrid, il 18 maggio 2009 per lui l’esonero è un fulmine a ciel sereno, anche perché mancavano solo due giornate al termine del campionato.

La squadra, terza in classifica, venne affidata a Ciro Ferrara. Lungo anche il suo periodo all’estero: otto anni vissuti in gran parte in Spagna (tra Valencia e Madrid) e a Londra. Nel ’97 dopo l’addio a Firenze – dove rimase quattro anni arrivando al successo in Coppa Italia nel ’96 e alla Supercoppa italiana battendo il Milan di Capello – si trasferì per primo a Valencia. In otto anni è riuscito a vincere una Coppa del Re nel 1999, mentre nel 2003/2004 sfiorò l’impresa con il Chelsea, ottenendo un secondo posto in Premier League e fermandosi in semifinale di Champions.

Nel 2004 venne anche insignito dall’ambasciatore italiano a Londra del titolo di Cavaliere della Repubblica Italiana, ma tutti hanno imparato a chiamarlo baronetto, per quella sua impenetrabile flemma. Nella stagione 2004/2005 ritornò di nuovo a Valencia ma, dopo avere vinto la Supercoppa europea, decise di tornare in Italia. Tra un mese compirà 60 anni, torna in campo dopo un parentesi anche da commentatore televisivo.

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