No del Capo dello Stato alla secessione, il Carroccio replica: “il popolo è sovrano, anche sul capo dello Stato”

Giorgio Napolitano e Umberto Bossi

Non si fermano le polemiche sulla secessione dopo le dichiarazioni di Bossi e la dura risposta del Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano (“Idea fuori dalla realtà”). “Il popolo è sempre sovrano – ha puntualizzato il capogruppo della Lega alla Camera, Marco Reguzzoni – e quindi è l’unica figura che è sempre sopra il Capo dello Stato”.
Il capogruppo lumbàrd è intervenuto riguardo alle dichiarazioni del Colle parlando alla “Telefonata di Belpietro”, in onda su Canale 5.

“Per principio e anche per doveroso rispetto – spiega – non commentiamo mai le dichiarazioni del Capo dello Stato. Bossi però a Venezia ha fatto riferimento alla necessità che si possa esprimere il popolo, il popolo è sempre sovrano e quindi è l’unica figura che è sempre sopra il Capo dello Stato. Il popolo ha sempre il diritto di dire la sua”.

Umberto Bossi aveva rilanciato l’ipotesi secessione domenica, al raduno dei Popoli della Padania, a Venezia. Ma Napolitano martedì aveva pesantemente criticato il proclama di Bossi dicendo che chi parla di secessione è fuori dalla storia.

“Le pensioni non si toccano, si taglino gli sprechi”
A chi gli ha chiesto se nella prossima manovra del governo sarà possibile che ci sia un intervento sulle pensioni, Reguzzoni risponde con un secco “Assolutamente no”. “Il sistema pensionistico italiano – puntualizza il capogruppo leghista – è il più in equilibrio tra quelli dei Paesi europei”. E toccare le pensioni “significa toccare i diritti di chi ha lavorato una vita”. E allora, per l’esponente del Carroccio è meglio “incidere sugli sprechi: se la Regione Sicilia ha 20mila dipendenti e il Veneto 3mila, è lì che si deve intervenire”.

“Dietro la disponibilità della Cina a comprare nostri titoli di Stato rischia di nascondersi una polpetta avvelenata – aggiunge ancora Reguzzoni -. Non vorrei che poi, anzi ne siamo quasi certi, la Cina arriverà dicendo questa azienda la compro e trasferisco il know-how in Cina; questa azienda la compro e la chiudo così tolgo un concorrente ai miei prodotti. In questo modo si depaupera il bene più prezioso che abbiamo, che è la capacità dei nostri lavoratori e dei nostri imprenditori”.

“E’ grave e inaccettabile l’attacco della Lega al capo dello Stato – ha detto il vicesegretario del Pd, Enrico Letta, commentando l’intervento di Reguzzoni -. E’ oltremodo inopportuno in un momento drammatico come questo. Il Quirinale sta tenendo unito il Paese che il governo di Berlusconi e Bossi sta invece portando alla retrocessione. E’ proprio l’autorevolezza e il riconosciuto equilibrio del Presidente della Repubblica che consentirà al nostro Paese di uscire dall’avvitamento della crisi”.

“Le affermazioni dell’onorevole Reguzzoni sono di una gravità assoluta, tanto da configurarsi come vilipendio al Capo dello Stato – è il commento di Felice Belisario, presidente del gruppo Italia dei Valori al Senato -. I leghisti, anziché riflettere sul monito del Presidente della Repubblica, sferrano un attacco senza precedenti al vertice delle Istituzioni: hanno veramente passato il limite della decenza. Che il popolo sia sovrano non ci sono dubbi, ma un referendum per la secessione non è neanche immaginabile”.

E ancora: “L’esponente del partito secessionista dimentica il rispetto delle regole, dimentica che Napolitano è il massimo garante della Costituzione e che l’Unità d’Italia, gli piaccia o meno, è il valore fondante della Repubblica. Il popolo padano è solo un’espressione virtuale e la differenza tra l’Italia dei Valori e la Lega è che noi, in piena crisi, siamo più interessati al debito pubblico, a venire incontro alle fasce più deboli, noi vogliamo ragionare di quello di cui il Paese ha bisogno. Loro invece ormai sparano a salve usando solo armi di ‘distrazione di massa”.

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