Il senatur torna a far soffiare il vento della demagogia ma dietro la demagogia c’è l’ombra del suo tramonto

Umberto Bossi

Padania libera“, “Secessione, sono queste le parole urlate durante la festa dei popoli della Padania che si è tenuta a Venezia. Umberto Bossi, davanti a una folla di militanti è tornato a parlare della secessione e della necessità di un referendum, perché loro che sono un popolo “lavoratore” non possono continuare a pagare per l’Italia.

Umberto Bossi, inoltre, non ha esitato a insultare i giornalisti, definendoli “stronzi e bugiardi”.

I leghisti e i loro rappresentanti vivono nell’errore, in altre parole, hanno una falsa rappresentazione della realtà. Nel loro immaginario, il popolo non padano trascorre le giornate nei bar a bere caffè. Bisognerebbe invece ricordare a tale popolo che si definisce “diverso”, come ha commentato un esponente della lega, che gli italiani tutti, da nord a sud, isole comprese, il mattino si alzano per andare a svolgere il proprio dovere, cioè, lavorare e pagare le tasse.

Considerato il fallimento del governo Prodi- Bersani, nel 2008 gli italiani votarono il PDL nella speranza di un’Italia migliore, ma, nessuno avrebbe mai immaginato che anche il governo Berlusconi si sarebbe rivelato tale. Un paese con un dissesto finanziario senza eguali, leggi che tutelano sempre più la classe ricca a discapito dei più poveri; delinquenza, prostituzione e corruzione che vanno oltre il limite della dignità umana.

Ignobile, poi, è la politica subdola e sottile del razzismo fomentato negli anni dalla Lega, e avallata in seguito da alcuni membri del governo. Il popolo meridionale non ha colpa se il sistema politico contemporaneo trova fondamento nell’illegalità. Allora di cosa parlano questi “padani”?

Perché l’onorevole Bossi invece di fare demagogia, non lavora per il bene dell’Italia? Piuttosto che approvare le manovre  che sono a discapito dei cittadini, perché, non ha insieme ai suoi onorevoli colleghi, tagliato del 50% il proprio stipendio per far rientrare i soldi nelle casse dello stato? Tanto rumore, tante parole, e poi l’Onorevole adotta gli stessi comportamenti scorretti dei suoi colleghi.

È, dunque, evidente che gli interessi in ballo sono troppi e anche la Lega non rinuncia al proprio bottino.

La secessione a tutti i costi per liberare la Padania dagli oneri del sud; quel sud denigrato per volere delle istituzioni.

Il popolo italiano dovrebbe insorgere e mandare a casa questa classe politica corrotta e indegna del consenso degli elettori. Le opposizioni chiedono le dimissioni del premier, e lo stesso Bossi dice che il governo non durerà a lungo. Non sarebbe meglio sfiduciare il governo?

In realtà, la caduta del governo significherebbe perdita della poltrona e ciò non gioverebbe a nessun parlamentare. Intanto, l’onorevole leghista approfitta del buon tempo come tutti gli altri.

La notizia apparsa su “Panorama”, che definisce la signora Bossi, “l’anima nera del movimento”, ha davvero irritato il leader del Carroccio, tant’è che durante il suo raduno non ha esitato a insultare gratuitamente i giornalisti. Per fortuna, i professionisti dell’informazione, non si lasciano scalfire dagli insulti, perché a essi è affidato un compito arduo, vale a dire, scovare la verità e renderla pubblica; ed è proprio il dovere della trasparenza che spinge un giornalista a svolgere tale professione con serietà e passione senza, per questo, percepire compensi da capogiro.

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