Idea del Partito Democratico: il Procuratore Antimafia come De Magistris a Napoli: potrebbe piacere al Terzo Polo

Piero Grasso

L’ipotesi primarie per le prossime elezioni comunali di Palermo continua a tenere banco, sia nel centrodestra che nel centrosinistra. La lista dei candidati e degli auto-candidati in entrambi gli schieramenti si allunga di giorno in giorno, rendendo ancora più caotica una campagna elettorale che è ormai già cominciata.

Nel centrodestra – scrive Live Sicilia – sembra ormai tramontare la candidatura di Roberto Lagalla, le cui esternazioni a mezzo stampa non sarebbero piaciute nè ad Angelino Alfano, nè al presidente del Senato Renato Schifani. E ieri è arrivata anche una nota dell’ex sindaco di Cefalù, Simona Vicari, che in molti davano come papabile alla successione di Cammarata proprio con il benestare del primo inquilino di Palazzo Madama. “Non c’e’ nessuna mia candidatura a sindaco di Palermo – ha detto ieri la Vicari – citta’ che continuero’ a sostenere mantenendo l’impegno assunto a Roma”. Un passo indietro ufficiale, che riduce la lista dei pretendenti a Villa Niscemi. Per l’ex primo cittadino di Cefalù, sarebbe pronto un incarico assai delicato: dovrebbe essere lei, infatti, a presiedere una sorta di cabina di regia per le primarie nel capoluogo siciliano. Una nomina fatta dallo stesso Alfano, che avvalorerebbe così l’ipotesi di primarie anche nel centrodestra. Resta da stabilire se di partito o di coalizione, ma nel caso in cui si svolgessero Francesco Scoma e Carlo Vizzini sarebbero pronti a scendere in campo, oltre al presidente dell’Ars Francesco Cascio.

Ma, incredibilmente, a non fare le primarie potrebbe essere invece il Pd. Proprio i democratici, che le hanno inventate, sono alla ricerca di candidati di alto profilo che possano mettere d’accordo sinistra e Terzo polo, evitando consultazioni che, come insegnano Napoli o Milano, hanno riservato più di una sorpresa mettendo nei guai i vertici locali del partito. Il nome del giorno è quello di Piero Grasso, procuratore nazionale Antimafia, che da tempo sarebbe corteggiato dal Pd. Grasso avrebbe rifiutato, ma i democratici continueranno il pressing sull’ex procuratore di Palermo dinanzi al quale, in teoria, tutte le altre candidature dovrebbero cadere.

Ma la voglia di ripetere nel capoluogo siciliano l’exploit di De Magistris a Napoli, sembra aver convinto il partito di Bersani a puntare anche su altri magistrati. Se Antonio Ingroia ha già fatto sapere di non essere interessato, restano in piedi i nomi di Caterina Chinnici e Massimo Russo: in entrambi i casi, personalità forti e autorevoli, al di fuori degli schieramenti, con un passato da magistrati, che convincerebbero anche Fli e Udc e permetterebbero al Pd di evitare le primarie e quindi laceranti guerre fratricide. Faraone e Orlando permettendo.

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