Informativa al Ros di Reggio: dopo il “repulisti” nella zona tirrenica, “check-up” del procuratore Lo Forte sulla jonica

Guido Lo Forte

Si fanno insistenti le voci secondo le quali tra le carte in mano agli investigatori del Ros dei carabinieri di Reggio Calabria potrebbero esserci alcuni importanti passaggi riguardanti la città di Taormina e dunque fatti e “misfatti” accaduti negli ultimi 10-15 anni nella località turistica jonica.

L’iter in atto, ricordiamo, nasce da una delega d’indagine specifica direttamente assegnata dal procuratore capo Giuseppe Pignatone.

Gli uomini del Ros hanno dato corso ad un sequestro di atti negli uffici della Procura Generale di Messina che riguarda un’inchiesta aperta dall’ufficio inquirente reggino e gestita direttamente dal procuratore Pignatone, e che coinvolge magistrati in servizio proprio a Messina. Alle operazioni di acquisizione atti “blindate” da parte del Ros avrebbe preso parte come capo dell’ufficio anche il procuratore generale Franco Cassata.

È chiaro, in ogni caso, che si tratta – come detto in un altro precedente articolo tratto dalla Gazzetta del Sud – di competenza territoriale ex art. 11 c.p.p., e tutto deriverebbe da un invio di atti che nei mesi scorsi è stato effettuato dal procuratore capo di Messina Guido Lo Forte al collega di Reggio Pignatone.

Nel versante tirrenico vi sarebbero, a quanto pare, una serie di dichiarazioni di collaboratori di giustizia che indicherebbero – sempre stando a quanto riportato dalla Gazzetta – cointeressenze avvenute in passato e anche attuali tra esponenti della mafia tirrenica e appartenenti alla magistratura peloritana. L’ipotesi, pesante, sarebbe quindi di concorso esterno all’associazione mafiosa.

Nel caso di Taormina sarebbero altri i fatti, in un contesto ambientale al centro di ingenti interessi economici ma dove in questi anni è passato sin troppo spesso il messaggio che tutto sia apposto e che su questo territorio non sia stata perpetrata alcuna forma di illegalità.  

I militari del Ros hanno lavorato a lungo ad agosto e a quanto pare hanno acquisito parecchio materiale che riguarderebbe molte delle inchieste e dei processi di cui si è occupata negli ultimi tempi la Procura Generale di Messina.

Dopo il proficuo lavoro investigativo condotto nella zona tirrenica, il procuratore Lo Forte sta accendendo i “riflettori” sulla jonica, per accertare con esattezza come stiano le cose da queste parti. Qualche segnale, in tal senso, è già arrivato.

La storia, palermitana e recente, insegna che il dott. Lo Forte è uomo che fa il suo lavoro in modo silenzioso e fattivo. Le cronache dicono che nella lotta alla criminalità nel messinese abbia fatto in poco più di un anno e mezzo più di quanto altri non abbiano mai fatto in venti anni.

Ora non si escludono clamorosi sviluppi su anche Taormina e dintorni. Aspettiamoci novità: forse già prima del “panettone”.

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