Ros acquisice atti all’Autorità Giudiziaria peloritana: sospetti di concorso esterno in associazione mafiosa

Tribunale di Messina

Faceva caldo ad agosto. A Palazzo Piacentini non c’era quasi nessuno quella mattina. Eppure gli investigatori del Ros dei carabinieri di Reggio Calabria quella mattina hanno lavorato parecchie ore per portare a termine una delega d’indagine specifica direttamente assegnata dal procuratore capo Giuseppe Pignatone.

Gli uomini del Ros hanno dato corso ad un sequestro di atti negli uffici della Procura Generale di Messina che riguarda un’inchiesta aperta dall’ufficio inquirente reggino e gestita direttamente dal procuratore Pignatone, e che coinvolge magistrati in servizio proprio a Messina. Alle operazioni di acquisizione atti “blindate” da parte del Ros avrebbe preso parte come capo dell’ufficio anche il procuratore generale Franco Cassata.

È chiaro che si tratta di competenza territoriale ex art. 11 c.p.p., e tutto deriverebbe da un invio di atti che nei mesi scorsi è stato effettuato dal procuratore capo di Messina Guido Lo Forte al collega di Reggio Pignatone, all’indomani di una serie di dichiarazioni di collaboratori di giustizia barcellonesi che indicherebbero cointeressenze avvenute in passato e anche attuali tra esponenti della mafia tirrenica e appartenenti alla magistratura peloritana. L’ipotesi sarebbe quindi di concorso esterno all’associazione mafiosa barcellonese.

I militari del Ros hanno lavorato a lungo ad agosto e a quanto pare hanno acquisito parecchio materiale che riguarderebbe molte delle inchieste e dei processi di cui si è occupata negli ultimi tempi la Procura Generale di Messina.
Nei mesi scorsi dopo la clamorosa svolta “coltivata” per mesi da alcuni investigatori che ha portato al pentimento dell’ex boss del gruppo mafioso dei Mazzarroti Carmelo Bisognano, è cominciata una lunga attività di verbalizzazione da parte di tutti i sostituti della Distrettuale antimafia peloritana, poi il campo si è ulteriormente allargato con il pentimento di un altro esponente del gruppo, Santo Gullo. Anche in queste ultime settimane l’attività a quanto pare sta proseguendo.

Sia Bisognano sia Gullo hanno delineato un quadro molto dettagliato dell’intero organigramma della famiglia mafiosa barcellonese, Bisognano nel corso di una sua lunga deposizione in aula ha anche affermato che al vertice c’è l’avvocato barcellonese Rosario Cattafi, e «dopo Cattafi e Gullotti», a capo dell’organizzazione ci sono «Giovanni Rao, Salvatore Ofria, Salvatore “Sem” Di Salvo e Filippo Barresi».

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