“A Sirte 2000 vittime della Nato”. Il portavoce: “il raìs è in Libia e guida ogni fase della battaglia contro gli alleati”

Mentre a Sirte e Bani Walid si combatte senza sosta, Gheddafi torna alla carica accusando i ribelli. «La Nato ha ucciso 354 persone nei bombardamenti della scorsa notte su Sirte, in Libia», è l’accusa lanciata dal portavoce del raiss, Moussa Ibrahim.

«La Nato ha attaccato la città di Sirte, la scorsa notte, con oltre 30 missili diretti sull’albergo più importante della città e su un complesso di oltre 90 appartamenti residenziali». «Negli ultimi 17 giorni – ha proseguito – più di 2.000 persone, a Sirte, sono state uccise dalla Nato». Ibrahim ha poi comunicato che Gheddafi sta personalmente guidando «tutti gli aspetti della lotta» contro gli insorti.

Secondo Ibrahim, anch’egli alla macchia al pari del suo capo, Gheddafi dirige personalmente le operazioni militari dei lealisti. «È lui che conduce tutti gli aspetti della lotta», ha assicurato, «lui che parla al popolo. È lui che impartisce le direttive, lui che discute, lui che si occupa di tutto quanto riguarda la resistenza». Il portavoce ha aggiunto che la “Guida” (unico titolo ufficiale mai assunto dal Colonnello, ndr) confida nella vittoria. «Saremo in grado di continuare la battaglia, abbiamo armi a sufficienza per mesi e mesi a venire», ha rivendicato.

A Sirte l’offensiva dela Nato continua. Nel mirino centri di comando e controllo, sistemi radar e missilistici e veicoli armati nel mirino degli aerei Nato che conducono operazioni sui cieli di Sirte, in Libia. I velivoli che prendono parte alla missione hanno condotto ieri 43 missioni “strike” (quelle in cui si individua e si ’ingaggià un obiettivo) tra Sirte e Hun. Nelle vicinanze di Sirte sono stati presi di mira cinque centri di comando e controllo, tre sistemi radar, otto sistemi missilistici e quattro veicoli armati. Ad Hun è stata la volta di quattro postazioni di contraerea. Nel complesso, considerando anche le missioni di ricognizione, le sortite aeree ieri sono state 121.

Almeno 6.000 combattenti delle nuove autorità libiche sono mobilitati sul fronte di Sirte, ha spiegato un comandante del Consiglio militare di Misurata. «Ci sono 1.200 veicoli blindati e almeno 6.000 combattenti intorno a Sirte, la gran parte provenienti da Misurata», ha detto Salem Jeha, parlando da un checkpoint una trentina di chilometri ad ovest della capitale.

Il comandante ha precisato che l’aeroporto è sotto il controllo delle truppe del Consiglio Nazionale d Transizione da venerdì sera. «Ci si concentra ora su una manciata di edifici della città e alla periferia, tra cui Walid Abu hadi, dove sono concentrate le forze di Gheddafi». «Potremo trovare ancora sacche di resistenza, ma non c’è alcuna possibilità per le forze di Gheddafi di continuare a combattere». Le forze assedianti sostengono di voler evitare perdite civili e di non cercare vendetta: «Non stiamo usando armi pensanti se non per proteggere i nostri uomini quando sono presi di mira». Un tenente, Abdel Wahid al-Aguri, un ex ufficiale dell’esercito regolare, ha aggiunto che le forze ribelli hanno «adesso il controllo dell’autostrada e della parte meridionale della città».

Intanto a Bani Walid fonti delle forze del Cnt, citate da al-Arabiya, riferiscono di aver ricevuto l’ordine di una ritirata che, secondo informazioni non confermate, serve a permettere attacchi aerei della Nato.

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