L’ex dg della Juve all’attacco: “una nuova prova cambierà la storia del processo e dimostrerà il complotto”

Luciano Moggi

“È stata trovata un’intercettazione che sconvolgerà il processo”. Queste le parole di Luciano Moggi, imputato nel processo Calciopoli al tribunale di Napoli. Il dirigente sportivo sembra avere pochi dubbi sul lavoro di Nicola Penta, il consulente informatico che avrebbe rinvenuto la telefonata che sconvolgerebbe il processo: “Il 27 di questo mese – dice ancora Moggi – parlerò in aula a Napoli e vedrete come questo nuovo elemento dimostrerà il contrario di quanto ci hanno detto. Questa intercettazione dice che è stato fatto un processo volutamente per togliere di mezzo la Juve e mettere al centro altri”.

La telefonata inedita di cui parla Moggi, infatti, sarebbe quella avvenuta fra un arbitro e i vertici arbitrali alla vigilia di una partita della Juve nell’anno finito dentro Calciopoli, e destinata a dimostrare a smontare definitivamente l’accusa di associazione a delinquere. Il giorno del processo gli avvocati della difesa chiederanno di poter ascoltare in aula la telefonata intercettata, che sarà presentata durante l’arringa finale.

Nel frattempo però un’altra intercettazione inedita sta scuotendo il mondo del calcio: uno scambio di battute fra un dirigente giallorosso dell’epoca Calciopoli e uno della Figc che, anche se ritenuta di massima rilevanza dai carabinieri, non è ancora stata presa in considerazione.

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