Tra manovra e scandalo escort il Premier al Colle ma Napolitano chiede priorità per i problemi del Paese 

Silvio Berlusconi

Lo tsunami Tarantini sta trascinando con sé personaggi appartenenti al mondo della politica, dell’editoria, della Tv. Com’è già noto a tutti, l’imprenditore pugliese procurava belle ragazze per deliziare le serate di Silvio Berlusconi. Dalle indagini è emerso che circa trenta ragazze furono costrette a prostituirsi nella residenza del Presidente del consiglio.

“Costringere” un verbo pesante da utilizzarsi, poiché le signorine partecipanti ai festini di palazzo Grazioli, avrebbero potuto rifiutare, ma, i soldi facili fanno comodi a tutti.

Le notizie su questa vicenda che vedono implicati oltre a Tarantini, il Presidente del Consiglio, il direttore del giornale “l’Avanti”, emergono da un’indagine svolta dalla procura di Bari. Grazie alle intercettazioni telefoniche, gli inquirenti di Bari sono riusciti a costruire tutto il giro di prostituzione messo in atto dall’imprenditore pugliese. Non c’è da stupirsi se l’unica priorità del Premier, oggi, è l’attuazione di un decreto legge d’urgenza che prevede il blocco delle intercettazioni. Infatti, preoccupato per le scottanti conversazioni, il Premier si è recato al Colle per chiedere al Presidente della Repubblica di avallare tale decreto; richiesta per fortuna respinta dal Capo dello Stato, che è sempre più una garanzia istituzionale.

Su tale questione il paese è diviso tra chi sostiene che le intercettazioni violano la privacy e chi invece le considera il solo mezzo utile per addivenire alla verità. L’attività d’intercettazione è molto complessa. Un telefono è intercettato solo se ci sono elementi giuridicamente rilevanti. Il magistrato, poi, una volta esaminato gli atti che ipotizzerebbero il reato contestato, dà disposizioni in merito. Da lì, segue un’attività fatta di ore di ascolto telefonico, e il contenuto è trascritto solo ed esclusivamente se attinente all’indagine. Bisogna sfatare le “voci di corridoio” che asseriscono che gli italiani sono tutti intercettati a dispetto della violazione della privacy. Inoltre, non si possono estrapolare singole frasi e costruirvi sopra accuse, perché i brogliacci che contengono le trascrizioni sono accuratamente controllati.

Ciò che lascia perplessi, invece, e la rapidità con la quale tali notizie sono divulgate all’esterno. Le intercettazioni dovrebbero essere coperte dal segreto professionale, in teoria, nessuno, tranne i diretti interessati al procedimento, dovrebbe conoscere il contenuto. Se davvero si volesse proporre una legge che regoli le intercettazioni, bisognerebbe, in buona sostanza, affrontare il problema che sta a monte, ossia, il perché della violazione del segreto professionale, perché ancor prima di un processo il contenuto degli atti è già di dominio pubblico?  Talvolta la pubblicazione di notizie così importanti é causa d’inquinamento delle prove. La giustizia dovrebbe fare il suo corso nella più totale discrezione, e solo dopo, a indagini concluse, rendere pubblico il lavoro svolto, così da evitare cosi detti processi mediatici, i quali solo deleteri per il proseguimento delle indagini.

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