Era stato ricoverato in ospedale dopo un malore. Al momento della fuga il malavitoso non era sorvegliato. Il boss della ‘Ndrangheta Antonio Pelle, di 49 anni, ritenuto il capo dell’omonimo clan di San Luca protagonista della faida culminata nella strage di Duisburg, è evaso dall’ospedale di Locri dove era ricoverato da cinque giorni. Quando i medici si sono recati nella sua stanza si sono accorti che non c’era più. Pelle, condannato a 13 anni di reclusione per associazione mafiosa, aveva ottenuto gli arresti domiciliari per gravi motivi di salute.

Sull’evasione del boss la Direzione distrettuale antimafia di Reggio Calabria ha aperto un’inchiesta, d’intesa con la Procura di Locri. L’intenzione è di accertare se il boss abbia beneficiato di aiuti interni o esterni all’ospedale per rendersi irreperibile. Nei suoi giorni di ricovero in ospedale, Pelle non era sottoposto a un piantonamento fisso. Le forze dell’ordine facevano dei controlli soltanto in alcuni momenti della giornata, ed è stato durante uno di questi che si è scoperta l’evasione.

Pelle, detto “Vancheddu” ma noto come “la mamma”, è riuscito a fuggire nel pomeriggio di mercoledì. Era stato condannato a 13 anni di reclusione per associazione mafiosa nell’ambito del procedimento contro le cosche Nirta-Strangio e Pelle-Vottari. E gli arresti domiciliari gli erano stati concessi ad aprile, su decisione della Corte d’Appello di Reggio Calabria. Cinque giorni fa l’uomo ha avuto un malore ed è stato portato al Pronto soccorso dell’ospedale di Locri, dove era ricoverato prima della fuga.

Quando Pelle fu arrestato, nell’ottobre del 2008, scovato in un bunker, tutta l’Italia esultò. Ad arrestarlo in un bunker nella campagna di Ardore fu l’attuale vicequestore di Taormina, Renato Panvino, che fece irruzione con i propri agenti di Polizia in un capannone metallico praticamente invisibile all’esterno. Lui, Antonio Pelle, 49 anni, detto “la mamma” per la sua importanza tra i vertici della ‘ndrangheta, era tra le prede più ambite dalla DDA reggina. Non solo si tratta di un capoclan, ma ebbe infatti un ruolo da protagonista della faida culminata con la strage di Duisburg. Per lui una condanna a 13 anni per associazione mafiosa e il regime carcerario duro, il 41 bis, che fu poi revocato per questioni di salute. E’ per questo che era stato ricoverato nell’ospedale di Locri. Ora la fuga.

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