Dopo il terzo ko di fila con il Trabzonspor, Gasperini trema e ci si interroga su quello che potrebbe accadere

Gian Piero Gasperini

Tre su tre. Tre sconfitte nelle prime tre uscite ufficiali. Un avvio di stagione così terrificane all’Inter non lo vivevano da 90 anni, ovvero dalla stagione 1920/21 quando le sconfitte di fila furono addirittura 6. Le colpe di Gasperini sono molteplici, così come quelle di una squadra che contro la modestissima squadra turca è scesa in campo svuotata.

Tutti contro il tecnico piemontese, che sicuramente ci ha messo del suo, ma siamo poi certi che le ragioni di questo naufragio nerazzurro non siano da ricercare nei piani più alti del pianeta nerazzurro? In effetti qualcosa non torna, soprattutto nelle scelte e nelle gestioni di chi in Via Durini gestisce la stanza dei bottoni. Massimo Moratti in primis.

Qui sotto cinque semplici domande, chissà se le relative risposte serviranno a spiegare almeno parzialmente questa nuova fase della solita “Pazza Inter”.

1 – Perché proprio Gasperini? – Non tanto per le qualità morali e tecniche dell’uomo Gasperini, ma perché scegliere l’unico tecnico sul mercato che gioca con il 3-4-3 quando anche i muri sapevano che l’Inter deve essere schierata con una difesa a quattro? E’ vero, Moratti ha virato sul Gasp dopo una serie incredibili di veri o presunti rifiuti, ma sul mercato c’era pur sempre un altro tecnico italiano preparato che avrebbe meritato la “chiamata della vita” e che soprattutto gioca da sempre con un più adatto 4-3-1-2 dove poter esaltare Sneijder. Delio Rossi.

2 – Perché delegittimarlo davanti a tutti? – Moratti non ha aspettato nemmeno l’inizio del campionato per sparare a zero sul tecnico (ce la ricordiamo tutti l’intervista in cui ‘suggeriva’ di schierare Pazzini, far giocare Sneijder trequartista e di ripensare alla difesa a 4) per poi fare una dovuta e diplomatica marcia indietro per gettare acqua sul fuoco. Dopo il ko di Palermo, però, ci è ricascato auspicando un ripensamento tattico che riportasse la squadra sulla più classica difesa a quattro. Un comportamento inspiegabile che ha portato a una semplice, anche se invisibile, conseguenza: ovvero delegettimare Gasperini di fronte a critica, stampa, tifosi ma soprattutto… agli occhi degli stessi giocatori.

3 – Eto’o ceduto ma sostituito con chi? – Fair play finanziario a parte, è stato ceduto il vero fuoriclasse di una rosa composta da ottimi calciatori. Ma Eto’o non era solo un centravanti da 30 e passa gol a stagione capace di mascherare i problemi di una squadra spremuta da Mourinho, il camerunese aveva anche un cuore da gregario ed era l’uomo capace trasmettere a tutto l’ambiente quella mentalità vincente che era mancata negli anni precedenti. Due anni fa Ibrahimovic era stato sostituito proprio con Eto’o e con una montagna di soldi che erano serviti per comprare i vari Lucio, Sneijder, Thiago Motta e Milito. Gli uomini del triplete. Questa volta, si è provato a fare lo stesso “giochino” prendendo un ottimo giocatore come Forlan, che ha però 32 anni, per poi scoprire (troppo tardi) di non poterlo utilizzare in Europa e una scommessa (fin qui ampiamente persa dalla Lazio) come il fumoso e inconcludente Zarate al posto dell’unica vera richiesta del nuovo tecnico: Palacio. Già, perché se si vuole cambiare tecnico e soprattutto filosofia di gioco bisogna anche mettere a disposizione del nuovo allenatore le pedine giuste. Benitez non ha insegnato proprio nulla?

4 – Ora serve già un tecnico nuovo? – Dopo il ko di mercoledì sera, Moratti si è affrettato a smentire un incredibile cambio in panchina. Ma chi conosce bene il presidente dell’Inter sa benissimo che Gasperini difficilmente arriverà a Natale. Altro che panettone, a questo punto il tecnico piemontese rischia addirittura di saltare la vendemmia. Ma una squadra come l’Inter può veramente permettersi di cambiare tecnico, buttando così all’aria un’intera estate di lavoro e mesi di presunta programmazione? E poi, chi prendere al posto di Gasp? Ranieri e Delio Rossi sono poi così diversi dal piemontese? Meglio una bandiera come Zenga? O lo spogliatoio nerazzurro rende al massimo solo con un sergente di ferro alla Mourinho? In questo caso l’unico nome in grado di non far rimpiangere lo Special One, osannato dal pubblico di San Siro durante la serata di mercoledì, è quello di Fabio Capello. Quanta confusione però, la stessa che si respirava dopo l’assurdo e incredibile addio di Leonardo…

5 – E’ già tornata la vecchia Inter? – Nel frattempo sul web i tifosi delle altre squadre si divertono a prendere in giro la Beneamata. “E’ tornata la Vecchia Inter, la barzelletta d’Italia e soprattutto Europa”, le frasi più gettonate. Confusione, incertezza e la mancanza di una programmazione chiara e precisa. Sensazioni che sembravano essere svanite dopo la cura Mourinho. Tre sconfitte di fila, inoltre, non capitavano dal lontano 2000 (Udinese e Juventus in campionato e dalla Lazio nella finale di Coppa Italia), quando in panchina c’era ancora Tardelli (chiamato per sostituire Lippi). Altri tempi, altra Inter… o forse no? Non sarà mica tornata la vecchia Inter?

© Riproduzione Riservata

Commenti