Caso Tarantini, chiusa l’inchiesta della Procura di Bari. “Ape regina” portava ragazze a Palazzo Grazioli

Sabina Began

Chiusa l’inchiesta della procura di Bari per sfruttamento della prostituzione, relativa ad un presunto giro di escort gestito dall’imprenditore barese Giampaolo Tarantini. Fra gli indagati, otto in tutto, figura anche Sabina Began, soprannominata l’Ape Regina. Nella lista compaiono, oltre a Tarantini e al fratello Claudio, anche l’avvocato brindisino Salvatore (detto Totò) Castellaneta e l’amico di Gianpi, Massimiliano Verdoscia. I militari della Guardia di Finanza hanno notificato in mattinata agli interessati l’avviso di conclusione delle indagini preliminari che contiene 28 capi di imputazione. Tra i reati contestati anche l’associazione per delinquere e il favoreggiamento della prostituzione.

Secondo quanto si legge nel capo di imputazione, la Began portò a palazzo Grazioli tre ragazze di cui almeno una si sarebbe prostituita con Silvio Berlusconi. La Began e Giampaolo Tarantini, è scritto, reclutarono «Vanessa Di Meglio, Sonia Carpentone (detta Monia) e Roberta Nigro», ne favorirono e sfruttarono «l’attività di prostituzione della prima, esercitata, in favore di Silvio Berlusconi, presso la sua residenza romana, dietro pagamento di corrispettivo in denaro, provvedendo, in particolare, il Tarantini, ad istruire le stesse sulle modalità comportamentali da assumere, sulle finalità della serata, a sostenere le spese di viaggio e soggiorno delle donne, e a mettere a loro disposizione un’autovettura per raggiungere palazzo Grazioli». I reati sarebbero stati commessi tra il 30 agosto e il 6 settembre 2008.

Nell’ambito dell’inchiesta sono state effettuate fino all’estate del 2009 più di 100 mila conversazioni telefoniche e ambientali. Il nome di Tarantini era emerso in relazione al caso della escort Patrizia D’Addario, che ha detto di aver trascorso una notte con il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi a Palazzo Grazioli e ha depositato alla procura di Bari video, foto e registrazioni delle sue visite nella residenza romana del premier. Secondo la procura, Tarantini avrebbe utilizzato escort o donne immagine per ottenere contatti utili in ambienti politici per le sue attività imprenditoriali. I magistrati pugliesi hanno avviato due inchieste parallele: una su droga e sfruttamento della prostituzione, l’altra sugli intrecci tra sanità pubblica e politica in Puglia.

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