Frequentava Lauricella jr. Il capitano del Palermo non è indagato, ma verrà presto ascoltato dai magistrati

Miccoli col figlio del boss Lauricella

I rapporti tra il capitano del Palermo, Fabrizio Miccoli e Salvatore Lauricella, figlio di Antonino, il latitante palermitano arrestato ieri, sono al centro di un’informativa della Direzione investigativa antimafia al vaglio della Procura palermitana. Miccoli non è indagato, ma, si apprende, verrà sentito nei prossimi giorni dai pm per chiarire i rapporti con il figlio dell’ex latitante.

Salvatore Lauricella, incensurato e titolare di due rivendite di moto, sarebbe stato anche fotografato allo stadio Renzo Barbera assieme al capitano del Palermo con cui avrebbe, secondo la Dia, «frequenti rapporti». Nel 2009 Miccoli aveva subito una rapina a casa sua, in via Archimede, vicino al Borgo Vecchio, zona di influenza di Lauricella.

Due ladri erano entrati a casa sua costringendo la moglie a farsi consegnare soldi in contanti e un anello del valore di 30 mila euro. Altri furti sono stati subiti da altri giocatori del Palermo fino a febbraio scorso, ma i responsabili non sono stati individuati. Mentre cercavano Antonino Lauricella, i detective della Dia seguivano i figli del latitante, riprendendoli, intercettandoli e fotografandoli.

In diverse occasioni i due figli dello «Scintillone» sono stati visti dagli agenti assieme al calciatore. Miccoli e Salvatore Lauricella si sarebbero visti pure in occasioni pubbliche e in giro per i locali palermitani. Su questa vicenda, il capitano del Palermo ha deciso, assieme alla società, di non rilasciare alcun commento. I magistrati palermitani lo sentiranno per raccogliere «sommarie informazioni» nei prossimi giorni.

«Mi sembrano un mucchio di sciocchezze. Fabrizio Miccoli è un bravissimo ragazzo al di sopra di ogni sospetto come lo era ai tempi anche Rino Foschi». Così il presidente del Palermo Calcio Maurizio Zamparini, commenta la notizia della presunta amicizia tra l’attaccante rosanero e Salvatore Lauricella, figlio di Antonino, il latitante palermitano arrestato ieri. «Palermo è una città strana – conclude il patron rosanero -, a differenza delle altre qui quando s’incontra qualcuno bisognerebbe informarsi prima sulla fedina penale».

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