Torna l’ipotesi delle “messe nere” in caserma: la 29enne di Somma Vesuviana vittima di un complotto

Melania Rea

Si fa largo anche la possibilità della pista satanica dietro la morte di Melania Rea. Sono bastate alcune parole del gip sul complotto oscuro per ravvivare quella che ad oggi è sembrata in verità solo una leggenda metropolitana.

L’ombra delle sette sataniche tra militari e delle “messe nere” in caserma getta nuove ombre sulla misteriosa morte di Melania Rea, ed è una storia già sentita. A raccontarla era stato il pm della Procura di Roma Paolo Ferraro, sospeso il 16 giugno scorso dal Csm, che l’ha messo in aspettativa per infermità, d’ufficio, per quattro mesi.

Sebbene la vicenda del magistrato sia passata inosservata, ora, alla luce della ricostruzione contenuta nell’ordinanza con cui il gip di Teramo ha chiesto l’arresto bis per Salvatore Parolisi, il racconto di Ferrara pone dubbi sullo scenario che avvolge il delitto Rea. Perché il pm di Roma, che indagava su una presunta setta massonica militare, aveva sostenuto d’aver visto – pochi giorni prima dell’omicidio – la moglie di Parolisi che usciva dall’ufficio di un collega a piazzale Clodio. 

[youtube]http://www.youtube.com/watch?v=bKbdW0msPqk[/youtube]

© Riproduzione Riservata

Commenti