Gasperini al capolinea. Il patron valuta Rossi, Ranieri e Capello ma la grande sorpresa potrebbe essere Roby

Roberto Baggio

L’Inter e Gasperini sono sotto processo dopo appena novanta minuti di campionato, ma ben lontano dai riflettori mediatici. Raccontano i beneinformati che domenica sera, subito dopo la partita, Moratti non abbia preso per niente bene la sconfitta di Palermo, sfogandosi telefonicamente con Branca il quale avrebbe poi riferito tutto all’allenatore. Urla nel silenzio, dunque, una reazione prevedibile di un presidente innamorato della squadra ma deluso e sconcertato da quel che aveva visto in campo.

Il giorno dopo i quattro schiaffi di Palermo (che si aggiungono ai 2 in Supercoppa, per un totale di sei reti subite in centottanta minuti ufficiali), invece, ha prevalso una linea più “morbida”: poche parole e molte buone intenzioni.

Tutti in campo alle dieci, l’allenamento dopo la notte di riflessione è servito anche per un confronto chiarificatore fra le parti. Prima tecnico e squadra all’interno dello spogliatoio, poi il faccia a faccia durato tre ore tra Gasperini e Branca a fine mattinata. I due incontri separati sono serviti per capire cosa sia successo nel debutto da incubo. Per gli errori da correggere c’è solo l’imbarazzo della scelta: il progetto riguardante la “difesa a tre“, già bocciato da Moratti nel precampionato, è naufragato miseramente sotto gli attacchi dei rosanero.

Perché non ci sono gli uomini adatti e perché quel modulo costringe la squadra a rinunciare a un uomo a centrocampo. Ma non è il solo atteggiamento tattico la causa di tutti i mali: la lacuna più evidente è quella del filtro in mediana. E qui il discorso si sposta sui singoli e sulle perplessità già manifestate un anno fa da Benitez (giocatori vecchi e logori). Non solo: gente come Sneijder non può certo star fuori e Forlan deve giocare più vicino alla porta.
Nei prossimi venti giorni, con sei partite fra campionato e Champions, Gasperini dovrà trovare dei rimedi.

Del resto ieri Moratti, tramite Branca, glielo ha chiesto di nuovo. Radio-spogliatoio fa sapere che già nelle scorse settimane l’allenatore aveva parlato alla squadra: «Se non vi sentite tranquilli con il 3-4-3, allora giochiamo con il 4-4-2». Tant’è che anche Zanetti ieri ha confermato questa ipotesi: «Il gruppo sta cercando di fare il possibile per andare incontro alle idee di Gasperini, ogni allenatore ha le sue ed è giusto che sia così. Serve tempo per assimilarle, ma il tecnico è intelligente. Se dopo un po’ di partite non funziona, cambierà qualcosa». Il problema è che il tempo degli esperimenti sembra già essere scaduto: domani c’è il debutto in Champions contro il Trabzonspor.

E sabato sera a San Siro arriverà la Roma. Moratti non lo ammetterà mai ma è pronto, in caso di altri passi falsi, a un clamoroso ribaltone: visto che per ora Guardiola resta solo un sogno, il patron (che prima di ingaggiare Gasperini aveva pure pensato alla soluzione interna Figo) starebbe pensando a Roberto Baggio, già contattato alcune settimane fa. Aspettando il ritorno di Mourinho tra un anno, le alternative sono Delio Rossi, Claudio Ranieri o Fabio Capello.

Ma nella testa di Moratti inizia a prevalere la “tentazione” di affidarsi a Baggio, che per altro sarebbe nel presente ma anche in prospettiva uomo immagine dell’Inter non solo in Italia ma anche all’estero. I tifosi sono pronti a dire subito sì al “divin codino”.

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