In manette a Palermo il boss delle estorsioni, detto “Scintilluni” per la sua eleganza. Era ricercato dal 2005

l'arresto di Antonino Lauricella

E’ stato arrestato questa mattina a Palermo il boss Antonino Lauricella. L’uomo, detto “Scintilluni”, per via della sua ricercatezza nell’abbigliamento, era ricercato dal 2005. Lauricella è indicato come capofamiglia del quartiere palermitano della Kalsa, polo strategico nello scacchiere di Cosa nostra in città. Nel 2009, era stato condannato in primo grado, in contumacia, a sette anni e mezzo per alcune estorsioni perpetrate ai danni di imprenditori e commercianti del centro storico.

Cresciuto alla corte del boss Masino Spadaro e del capomafia Gerlando Alberti, Lauricella, e’ stato accusato di traffico di droga, omicidi, mafia, estorsioni. Ma per questi reati spesso e’ stato assolto. Il mafioso che aveva la sua base operativa nel quartiere arabo della Kalsa e’ stato condannato definitivamente l’ultima volta a sette anni e mezzo di carcere per estorsioni.

Lauricella e’ inserito a pieno tiolo nel gotha di cosa Nostra dopo gli arresti che hanno decimato i vecchi padrini anche per i rapporti di parentela che lo legano ad altri mafiosi come Pietro Senapa. E’ alla fine degli anni ’80 che comincia a far parlare di se’.

Nel settembre ’92 la polizia sequestra 750 grammi di cocaina e mezzo kg di eroina in casa sua arrestando la moglie Rosa Brusca, la figlia Rosaria e il marito Massimo Russo. Lauricella viene poi colpito da ordine di carcerazione per omicidi nel ’96 e un anno dopo viene arrestato a Busto Arsizio (Varese). Nel maggio ’98 anche il figlio Salvatore viene coinvolto in un’operazione antidroga. Lauricella entra ed esce dal carcere ma e’ libero quando scatta il blitz antimafia dopo la ”cantata” del pentito Francesco Famoso, esattore del racket delle estorsioni.

La polizia esegue cinque ordini di custodia ma l’unico che riesce a sfuggire al blitz e’ proprio lui che diventa ufficialmente latitante dal 3 ottobre 2005.

Al momento dell’aresto, il boss non si è negato alle telecamere. Non ha nascosto le manette ai polsi. Anzi, le ha mostrate con soddisfazione, gridando: “Auguri, auguri a tutti”….

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