Da ottobre 25 puntate in onda su digitale e canali Sky. Il giornalista: “anche a La7 sarei stato nel recinto”

Michele Santoro

Si chiamerà “Comizi d’Amore” il nuovo programma di Michele Santoro. L’annnuncio è arrivato alla festa del Fatto Quotidiano a Marina di Pietrasanta.

«Sono qua non per dire quello che faremo, per il semplice motivo che quello che faremo – ha detto – lo abbiamo già fatto vedere due volte a Bologna, con Raiperunanotte e Tuttinpiedi. Per cui se vi piacciono quei programmi realizzati in maniera indipendente e grazie al vostro aiuto, noi quei programmi vogliamo rifarli».

«Con l’aiuto di imprenditori qui presenti, del gruppo televisivo di Parenzo, del Fatto Quotidiano – ha spiegato – riusciremo a fare un programma che si chiamerà ’Comizi d’amore’. Il programma dovrebbe partire a fine ottobre e sono in programma circa 25 puntate. Se riusciremo a far vivere sul digitale e sui canali Sky che ospiteranno la trasmissione questo progetto e se milioni di persone saranno lì, allora noi ci saremo avvicinati alla possibilità di trasformare la televisione italiana».

Di fronte al pubblico della Versiliana, dove si svolge la Festa del Fatto quotidiano, il giornalista Michele Santoro ha ricostruito la sua versione del perché ha rifiutato il passaggio a ‘La 7’. Tutto sarebbe nato da un’intervista a Giovanni Stella, ad dell’emittente. “Stella -ha raccontato Santoro- diceva di aspettare sotto un albero che cadessero i macachi: Roberto Saviano, io, Serena Dandini”. “Dopodiché, ci invitano ad incontrare La 7”. Santoro ha quindi premesso di “apprezzare molto” il lavoro di colleghi già passati all’emittente, “amici come Gad Lerner: fanno le cose migliori della tv italiana”. A quel punto, Santoro avrebbe chiesto a Stella: “tu, un programma come ‘Annozero’, lo faresti o no? E, cavolo, ti ho chiamato io”, avrebbe risposto l’ad de ‘La 7’. Santoro ha quindi ironizzato sulla proposta economica: “delle proposte talmente buone che, coi soldi che avremmo fatto fare loro, ci avrebbe anche pagato”. “Avremmo fatto la fortuna de ‘La7′”, ha proseguito Santoro. Il punto di rottura sarebbe giunto al momento del contratto, reo di contenere una serie di obblighi e controlli, a detta di Santoro, “che nessun giornalista serio può sottoscrivere”. Con questo contratto, ha accusato Santoro, “non si può fare niente, non si può lavorare con quelli che mi controllano”. Stella gli avrebbe replicato: “è un pro forma , lo faccio firmare a tutti, anche ad Antonio Piroso”. Alle proteste di Santoro, Stella avrebbe quindi promesso: “lo cambieremo, è un pro forma, non ti preoccupare”.

Ma, per Santoro, erano condizioni inaccettabili. Un passo indietro, nel racconto di Santoro, per tornare ad alcune dichiarazioni di Stella, che il giornalista ritiene offensive: “intervistato da altri giornali, si pronuncia così su di me: ‘cosa fareste voi se nel mio letto comparisse una donna nuda -che sarei io- e vi si offrisse?'”

La borsa, ha continuato Santoro, “impazzisce alla notizia che noi andiamo a lavorare al ‘La 7’, il titolo sale del 20%” e, allora, ha domandato il giornalista al pubblico e ai colleghi presenti, “perché questa operazione non la fa?”. Stella avrebbe avuto la colpa di chiedere in anticipo le “scalette”: “scalette? la scaletta? ma ridateci Masi, che perlomeno ci faceva ridere”. Accettare, secondo Santoro, avrebbe significato stare “dentro il recinto, con qualcuno che mi dice questo sì e questo no”. E invece, ha concluso Santoro, è stata un’occasione persa per “il mercato e il servizio pubblico”.

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