In tanti hanno il cancro dopo aver lavorato a lungo tra le macerie di Ground Zero: il Governo li ha dimenticati

il disastro dell'11 settembre 2001

John Devlin è stato uno dei primi ad accorrere nell’inferno di Ground Zero il giorno dell’attentato alle Torri gemelle, l’11 settembre 2001. Poi ha continuato lavorare per 9 mesi 12 ore al giorno in quell’incubo di polvere e macerie. Nel 2009 ha accusato i primi problemi respiratori, sintomi di un cancro alla gola.

“Il governo ci diceva che l’aria era pulita e noi ci abbiamo creduto. E’ tutto documentato, loro ci hanno mentito”.

John è solo uno degli eroi di Ground Zero con problemi fisici per aver ingerito e respirato polvere e detriti in quei giorni terribili. Il centro medico che cura i sopravvissuti all’11/9 si occupa di 5.000 casi. I rimborsi per loro sono arrivati dopo quasi 10 anni e una strenua lotta, grazie allo Zadroga act, dal nome del primo poliziotto newyorchese morto per le conseguenze dell’11 settembre. La battaglia però non è finita: nella legge sono previsti rimborsi solo per chi ha problemi respiratori, non per chi ha il cancro perché, dice il governo americano, “non è scientificamente provato che ci sia un legame con Ground Zero”.

Nessuna cura pagata dunque per quelli come Jeff Stroehlein, pompiere di New York a cui è stato diagnosticato un tumore al cervello.”Io penso che la riconoscenza sia importante – dice appena tornato dalla sua seduta di chemioterapia – mi chiedo come possano elogiare i ragazzi dell’11 settembre e poi voltar loro le spalle”.

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