Dubbi e misteri sulla sorte dei 19 kamikaze che hanno colpito l’America: almeno 9 sarebbero ancora in vita

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Nel decimo anniversario degli attentati dell’11 settembre torna d’attualità un’altra inquietante verità che sembra dare ragione a coloro che sostengono la teoria del complotto.

Alcuni dei dirottatori indicati dalla versione ufficiale come piloti suicidi negli attentati dell’11 settembre sono in realtà ancora vivi. Pertanto le identità dichiarate dal governo USA sono false. Questa sconvolgente verità alimenta di conseguenza il sospetto di chi ritiene che le cose siano andate ben diversamente da come afferma la versione ufficiale dei fatti.

Le generalità di alcuni dei 19 sospettati accusati di aver effettuato gli attacchi sono, dunque, in dubbio.

Il pilota saudita Waleed Al Shehri era una delle cinque persone che, stando alle dichiarazioni dell’FBI, aveva intenzionalmente schiantato il Volo 11 della American Airlines contro il World Trade Center l’11 settembre. La sua foto è stata resa pubblica e da allora è comparsa nei giornali e in televisione in tutto il mondo. Ora questa persona dichiara con forza la propria innocenza da Casablanca, in Marocco.

Ha dichiarato ai giornalisti che non c’entra affatto con gli attacchi a New York e Washington e che era in Marocco quando si sono verificati. Ha contattato le autorità saudite e quelle statunitense, secondo quanto riferisce la stampa saudita. Ammette di aver frequentato una scuola di volo a Daytona Beach, negli Stati Uniti, e di essere lo stesso Waleed Al Shehri al quale ha fatto riferimento l’FBI. Tuttavia dichiara di aver lasciato gli Stati Uniti a settembre dell’anno scorso, di essere diventato un pilota per le linee aeree saudite e di frequentare attualmente un corso di ulteriore addestramento in Marocco.

Anche Abdulaziz Al Omari, un altro dei sospettati di dirottamento del Volo 11, è stato citato in articoli dei media arabi. Dice di essere un tecnico della Saudi Telecoms e di aver smarrito il proprio passaporto mentre studiava a Denver. Un altro uomo con esattamente lo stesso nome è comparso sulle pagine del giornale in lingua inglese Arab News. Il secondo Abdulaziz Al Omari è un pilota per le linee aeree saudite.

Nel frattempo, l’Asharq Al Awsat, un giornale in lingua araba con sede a Londra, sostiene di aver intervistato Saeed Alghamdi, elencato dall’FBI come dirottatore sul volo United schiantatosi in Pennsylvania.

Il padre di Mohamed Aṭṭa ha dichiarato di aver ricevuto una telefonata da suo figlio nella giornata del 12 settembre. Vi sono inoltre indicazioni che anche un altro sospettato, Khalid Al Midhar, possa essere ancora vivo.

I dirottatori non sono stati inclusi nemmeno nell’elenco ufficiale delle persone sottoposte ad autopsia del volo77 e nel paragrafo introduttivo del rapporto sull’11 settembre non si fa in alcun modo riferimento a loro.

Il direttore dell’FBI, Robert Mueller, ha ammesso che l’identità di più di uno dei dirottatori suicidi è in dubbio.

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