Le bugie del governo Bush sulla guerra del Golfo sono davvero “figlie” di una cospirazione sulla strage di NY?

l'attentato alle Twin Towers

Spesso la parola “complotto” viene associata con “teoria”, ma quando emergono delle prove, oppure la versione ufficiale viene autorevolmente screditata, allora “complotto” dovrebbe piú appropriatamente associarsi con la parola “possible” e, ad un livello piú alto, “probabile”. Con in mente questo principio, ho voluto analizzare gli eventi dell’11/9, anche perché le varie versioni ufficiali non mi hanno mai convinto. Infatti, non riuscivo a capire come, in pochissimo tempo l’Fbi avesse potuto annunciare tutti i nomi e le foto dei dirottatori dei 4 voli (si é poi scoperto che alcuni dei sospetti erano invece nei loro paesi di origine, ed hanno ricevuto delle scuse dal governo Usa). Non mi era nemmeno chiaro come il sistema di allarme civile e militare dell’aereonautica Usa potesse essere stato messo fuori uso. Infine mi incuriosiva la segnalazione dei francesi di come non ci fosse nessuna prova di un aereo abbattutosi sul Pentagono.

Restio a considerare la “teoria” del complotto per il 9-11, mi concentrai sulle bugie dell’amministrazione Bush per giustificare la Seconda Guerra del Golfo che nulla aveva a che fare con il terrorismo di Al Qaeda, bensi’ con le armi di distruzioni di massa. Vi era un altro ostacolo: come uno dei principali disastri della storia americana ed il piùsignificativo della mia vita, fosse più facile da ignorare che accettare. Le recenti commemorazioni però hanno riacceso lo sconforto e quindi mi sono fatto coraggio ed ho iniziato a riflettere sui miei dubbi. La prima testimonianza trovata arrivava dall’Italia. Si tratta di “Inchiesta sull’11 settembre”, un imponente documentario prodotto dal Gruppo Zero di Roma ed uscito solamente in 11 sale cinematografiche. Su Internet è possible visionare tutti i 100 minuti del programma, in basso é indicato il link di questo ed altri simili documentari. L’elemento principale della produzione italiana è l’autevorezza delle testimonianze che includono piloti militari e civili, generali in pensione, controllori ed istruttori di volo, addetti stampa del Pentagono, diplomatici, ingegneri, investigatori militari e civili, professori universitari, pompieri e personaggi come Gore Vidal ed il premio Nobel Dario Fo. Quest’ultimo ha confrontato il colore del fumo sprigionato dalle Torri Gemelle dopo essere stato colpito dagli aerei con quello di un incendio divampato in un altro grattacielo: il primo era nero, quindi povero di ossigeno e di bassa temperatura, il secondo bianco-rosso, ricco di ossigeno e di temperature elevate.

Il documentario non produce prove: scredita la versione ufficiale ed il successivo rapporto della Commissione 9-11 con minuziose analisi. Per far ció si avvalla di due documentari americani: il primo “One Nation Under Siege”; il secondo, “911: In plane Site”. Allo stesso tempo, però, introduce elementi interessanti come un’intervista poco nota che l’ex ministro degli Esteri britannico, Robin Cook, aveva dato a “The Guardian” l’8 luglio 2005, dove affermava che il nome “al Qaida” era stato inventato dalla Cia e stava ad indicare il loro “database” di mujahideen utilizzati per la guerra contro i russi in Afghanistan.

Un altro pilastro del documentario é la dimostrazione di come la Commissione 9-11 abbia manipolato, distorto e falsificato le prove, a tal punto che un gruppo di famigliari delle persone perite negli attentati (raggruppati come “9/11 Truth” o veritá) hanno posto 100 domande alla Commissione prima che questa venisse smantellata, ma senza ricevere risposte.

Il documentario ricrea in laboratorio tutte le incongruenze delle svariate versioni ufficiali. Ad esempio, la strana rapiditá con cui le Torri sono cadute; la presenza di persone ustionate alla base delle Torri prima dell’attentato; la cadura dell’edificio vicino alle Torri (edificio 7) che non aveva subito attentati. Poi esamina la polvere ed i resti delle strutture metalliche e scopre la presenza di termite, una miscela utilizzata dai demolitori per abbattere vecchi edifici in modo controllato, e del bario, un elemento molto tossico utilizzato dai militari e più efficace della termite.

Vistose sono anche le incongruenze ufficiali per l’attentato al Pentagono, visto che un Boeing 757 con un’apertura alare di 38 metri non poteva causare un semplice buco di 5 metri. Gli investigatori non
hanno trovato nessuna traccia di aereo e nemmeno il motivo per il crollo dei sistemi di avvistamento ed allarme.

Nel documentario il colonnello George Nelson, investigatore dell’Air Force Usa, afferma che un Boeing 757 non aveva colpito il Pentagono. Poi un controllore di volo spiega che un pilota molto esperto avrebbe dovuto fare almeno 20 tentativi prima di colpire il Pentagono. Si é scoperto anche che Donald Rumsfeld, allora ministro della Difesa, nel giugno del 2001 aveva fatto abbassare il livello di controllo dello spazio aereo della Capitale, poi fatto rialzare il 12 settembre.

Abbiamo visto come l’allora ministro della Giustizia, John Ashcroft, avesse precedentemente ignorato tutti i rapporti prioritari dell’Fbi su coloro che sarebbero stati i dirottatori. Infine il documentario rivela che le persone responsabili della sicurezza militare durante gli attentati non sono state punite bensí promosse. Ad ogni modo se l’intenzione del documentario é di avvallare la probabilitá di un complotto orchestrato dall’amministrazione Bush, questo non spiega come tale complotto, che non poteva essere eseguito senza il coinvolgimento di numerose persone, non ha sofferto di soffiate o denunce di alcuni partecipanti.

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