L’anniversario dell’11 settembre tra tante versioni dei fatti e una sola certezza: il dolore di chi piange i morti

11 settembre - dieci anni dopo

Ci risiamo. E’ arrivato il giorno della memoria E intanto, c’è chi piangerà i propri morti. Quale memoria? Su quali fatti? Di quale verità?

Le verità “assolute”; quelle nascoste; le mezze verità; le bugie evidenti; le menzogne strumentali; ciò che sarebbe accaduto se solo sapessimo la verità ben nascosta, ma che tutti conoscono mentre la maggior parte di essi finge di non sapere … mah! Poi la prova; quella provata; quella scontata; quella aspettata.

Inizieranno ad avvicendarsi esperti di volo; quelli militari; tizi a quattrocento stelle e piloti esperti. Intanto, c’è chi piangerà i propri morti. Poi, complottisti; anticoplottisti; paracomplottisti; semicomplottisti… Politologi, reporter, chi c’era e chi, per un soffio, s’è perso lo spettacolo.

Poi, sarà la volta degli ignavi; quelli del “mah!”; “chi può dirlo?”; “in verità… non lo sa nessuno!”; “chi vivrà vedrà!” Intanto, c’è chi piangerà i propri morti.

Arriveranno i filoamericani, urleranno gli antiamericani, medieranno i filoisraeliani, bofonchieranno i filopalestinesi mentre, pian piano, del “filo” si perderà la cimosa. La matassa impazzita parrà inghiottita dal groviglio intanto che, inevitabilmente, come ogni anno, toccherà gettarla nella spazzatura.

Intanto c’è chi piangerà i propri morti, e poi, torneranno alla carica gli antiallunaggio; i pro Kubrick; i disatmosferizzati mentre la bandiera americana si muove quando non dovrebbe. I filorussi torneranno dall’aldilà per rivendicare l’allunaggio; i filoamericani , dati alla mano, spiegheranno quanto sia impossibile che possa essere avvenuto.

Accadde dieci anni fa.  Frattanto, le giacchette delle vittime saranno, ora a “destra” ora a “manca”, strattonate a piacimento. “Rossi” e “Neri” all’occorrenza. A stelle e strisce, se vi piace; vestite di “rosso” se ai lutti non nuoce…

Intanto, c’è chi piangerà i propri morti. Chi pretenderà che si aprano i plichi; chi vorrà vedere le foto dei morti. Chi dirà che i sacchi non erano tanti quanti ci aspettasse; chi penserà che, infondo, non erano quanti si sperasse. Chi chiederà di vedere i “pezzi”; chi non crede che vi furono i dispersi.

“Avete visto i morti?” urleranno alcuni; “ dove sono i morti?” Lo scontro è aperto, prepariamoci pure! Alla farsa iniqua di chi, senza un briciolo di carità cristiana e umanità, lancerà sferzate su quei corpi straziati; sui loro famigliari affranti dai mille perché. I loro nomi risuoneranno nel “Ground Zero” mentre alcuni urleranno: “Sono nomi fittizi! Non esistono!” Ecco! Non esistono.

E intanto, c’è chi piangerà i propri morti. I malaffare fantasticheranno su “Le due Torri” con tal convinzione da far sbiadire il buon Tolkien mentre gli “avversari”, non avranno il coraggio di affermare che, infondo, per abbattere le due torri, era sufficiente un semplice… “Anello” recato da un folletto.

Ma noi ci chiediamo e chiediamo a voi, cari lettori, quale sia davvero il numero giusto di morti che si devono mietere per avere un minimo di pietà e compassione?

Quanti morti dobbiamo contare prima che ci si persuada che siamo già in piena Terza Guerra Mondiale? E intanto… accadde che… qualcuno pianse i propri morti.

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