Dieci anni fa Richard Drew ha scattato una foto che resterà nella storia e nessuno potraà mai dimenticare

Torri Gemelle, un uomo si lancia nel vuoto

Fare uno scatto come “The Falling Man”, l’uomo che cade, è quello che rende speciale la carriera di un fotogiornalista. Richard Drew lo sa bene, anche se prima che quella foto diventasse famosa, il fotografo dell’Associated Press ha dovuto attendere. Ad un certo punto aveva dato anche un soprannome all’immagine: “la più famosa fotografia che nessuno ha mai visto”.

L’uomo che cade è il frutto di una delle giornate più importanti di Drew, fotografo per Ap da circa 42 anni. L’11 settembre era in città per la New York Fashion Week. Appena sistemata l’attrezzatura, Drew ha ricevuto una telefonata che gli ha detto di andare via da lì.

Presa al volo la metropolitana, si è ritrovato in Chambers Street, con le torri in fiamme proprio davanti a lui. “Ero tra la West Street and Vesey, proprio vicino il World Financial Center”, ricorda Drew. “Ero vicino ad un ufficiale di polizia e penso che fu lei a dire ‘Oddio, guarda là!’, prima di alzare entrambi lo sguardo in su e vedere le prime persone saltare giù dal palazzo”.

Furono più di 200 le persone che scelsero di morire saltando, quell’11 settembre. Dopo l’impatto del primo aereo, gli ostaggi delle fiamme hanno iniziato a saltare dalla Torre Nord e, guardarli buttarsi fuori dalla finestra, deve aver accelerato le procedure di evacuazione della gente che lavorava nella Torre Sud.

“Non sapevamo che avessero scelto di buttarsi”, ricorda Drew. “Li vedevamo solo cadere dal World Trade Center”.

“The Falling Man” è stata scattata alle 9.41 di quell’11 settembre ed è solo una di una serie di foto di persone che scelsero di buttarsi giù dal World Trade Center. “E ci sono almeno otto o nove scatti di quest’uomo in varie posizioni. Nel momento in cui la foto è stata scattata era in una posizione perfetta, una freccia dritta fra i due edifici. Non sono stato io a scattare. Quel frame è opera della macchina fotografica. Aveva quella simmetria, quel qualcosa che cattura lo sguardo”.

Il documentario “9/11: The Falling Man”, girato nel 2006, ha provato ad identificare l’uomo nella fotografia di Drew. Ma senza risultato. Nel 2007 lo Chef del ristorante Windows of the World ipotizzò che The Falling Man fosse Jonathan Briley, un cameriere di 43 anni: la sua unica prova era l’uniforme che disse di aver riconosciuto nello scatto. A tutt’oggi non ci sono prove a sostegno dell’identità dell’anonimo nella foto, ma solo speculazioni e supposizioni.

Il teologo Mark D. Thompson, impiegato presso il Moore Theological College, sostiene che questa è forse “la più potente immagine di disperazione scattata all’inizio del ventunesimo secolo che si possa trovare in arte, letteratura o musica popolare. Tutto in una sola foto”.

Drew ritiene che questo faccia semplicemente parte del suo lavoro: “Dovevamo fare delle foto”, dice. “E credo che la macchina fotografica resti per me un filtro fra ciò che sta succedendo e quello che sto facendo. Sono lì e sto registrando la storia”.

“The Falling Man” è stata pubblicata su molte testate del 12 settembre 2001, incluso il The New York Times. La foto è stata pubblicata anche da Times nell’immediato post-9/11 e solo dopo molto tempo che l’immagine ebbe suscitato clamore. I lettori sostenevano che quell’immagine sfruttasse la morte di un uomo sconosciuto e allo stesso tempo anche quella di tutti quelli che avevano scelto di saltare dalle Torri Gemelle. Sei anni dopo la sua prima pubblicazione sul Times, il fotografo apparve a pagina 1 del New York Times Book Review.

Quando è stato chiesto a Drew perché la foto non è stata più ampiamente diffusa, lui risponde che la quiete di quell’immagine tragica sciocca la gente a causa del suo impatto umano.

“Non c’è sangue, non c’è violenza”, dice. “Si tratta solo della pacifica immagine di un uomo che cade. Chiunque la guardi può identificarsi molto con essa. E come se dovessero chiedersi cosa avrebbero fatto al loro posto, quel giorno al World Trade Center”. Prima di questo scatto Drew diventato icona di quel 2001, Drew aveva vinto il Premio Pulitzer nel 1993.

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