L’architetto Daniel Libeskind: è lui l’ispiratore del progetto nato dalle macerie del World Trade Center

Daniel Libeskind

L’uomo della ricostruzione di Ground Zero è l’architetto Daniel Libeskind. Il nuovo complesso avrà cinque nuovi grattacieli ed un museo interamente dedicato al giorno che ha cambiato il mondo. Al posto delle fondamenta delle Torri Gemelle sono state create due enormi fontane. A bordo vasca, incisi sul bronzo, luccicheranno i nomi delle vittime.

L’edificio principale del nuovo WTC sarà la Freedom Tower (La torre della libertà). Alta 541 metri, dovrebbe essere completata tra il 2013 e il 2015. Sarà il grattacielo più alto di New York. Avrà una forma a spirale che evoca la torcia della Statua della Libertà. La ricostruzione, però, è da anni al centro delle polemiche per l’enorme ritardi accumulati.

«Quello di Ground Zero è un progetto molto difficile perché gli attori sono tanti: le famiglie delle vittime, l’amministrazione di New York, il Governo americano, gli investitori privati e l’attenzione mondiale. Ma questa è la democrazia. Mica è come costruire a Pechino! Lavorare in America, e per questo progetto in particolare, significa lavorare con tutti. Non ho mai apprezzato l’idea dell’architetto esecutore. La democrazia richiede il compromesso, e lo stesso vale per la mia professione». Libeskind, 62 anni, ebreo nato in Polonia, innamoratissimo della moglie Nina, tre figli, di cui una nata in Italia, è uno degli architetti più desiderati e contestati al mondo: le sue opere – dal Museo ebraico di Berlino alla Memory foundation del World trade center di New York – sono tutte di alto contenuto simbolico.

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