Il tecnico indagato per falso e truffa ha dichiarato al magistrato: “a Taormina retribuito come un dirigente”

Carmelo Famà

È durato altre un’ora giovedì mattina a Palazzo Piacentini l’interrogatorio di garanzia del funzionario comunale dell’Urbanistica Camelo Famà, finito sott’inchiesta con le accuse di falso e truffa per il suo trasferimento da Taormina a Messina avvenuto nel 2010.

Davanti al gip Maria Teresa Arena – scrive la Gazzetta del Sud – il professionista, che era accompagnato dai suoi legali di fiducia, gli avvocati Antonio Strangi e Paolo Turiano, ha risposto a tutte le domande del giudice e anche a quelle del sostituto procuratore Stefano Ammendola, il magistrato che conduce l’inchiesta e che ieri era presente all’interrogatorio. L’ingegnere Famà attualmente, su decisione del gip Luana Lino a conclusione dell’inchiesta, è sottoposto alla misura cautelare dell’obbligo di dimora a Roccalumera, mentre il pm Ammendola ne aveva chiesto l’arresto.

La linea di difesa adottata dal professionista è stata molto chiara, anche supportata da alcuni atti amministrativi che ha depositato ieri mattina, per esempio quello del Comune di Taormina datato 19 ottobre 2000. In quell’atto, hanno spiegato anche i suoi legali al gip Arena, si decise di assicurargli una retribuzione per la “Posizione-Dirigenti” dell’Ufficio tecnico di Taormina.

Già, perché è proprio qui il nodo. Secondo quanto è emerso in questi mesi dopo le indagini della Sezione di polizia giudiziaria della polizia, scattate a seguito di un esposto nel marzo di quest’anno, l’ing. Famà per attuare il trasferimento in mobilità da Taormina a Messina avrebbe attestato falsamente nella documentazione presentata a Palazzo Zanca di aver diretto l’Ufficio tecnico del Comune di Taormina, mentre in realtà secondo le indagini ricopriva “solo” il posto di reggente dell’ufficio.

Il nocciolo della questione che concretizza i reati di falso del pubblico ufficiale in atti pubblici e la truffa, è quindi secondo la Procura questa attestazione messa agli atti dal professionista per ottenere il trasferimento in mobilità. «Il 22 dicembre 2009 – ha scritto il gip Lino nel suo provvedimento –, con deliberazione della Giunta Municipale n. 973, veniva autorizzato il trasferimento del Famà, che prendeva servizio il 1° marzo 2010.

L’intera procedura concorsuale ha avuto quindi una durata di soli 19 giorni (l’unica domanda presentata, quella di Famà, era pervenuta il 16 dicembre, il Piano di assunzione di personale a Palazzo Zanca era del 3 dicembre). E già questa circostanza rappresenta una anomalia della vicenda che ci occupa. Né, contrariamente a quanto previsto dall’art. 71 bis prima citato, alcuna commissione ha valutato il curriculum presentato dall’ing. Famà».

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