Nel 2001 forse fu un complotto ma stavolta insieme alla gente anche l’America dei potenti teme una strage

George Bush e Barack Obama

Tre terroristi pronti a tenere l’America e il mondo ancora col fiato sospeso. Le ore della commemorazione e il dolore del ricordo sono diventati momenti di angoscia. Qualcosa di mostruoso potrebbe ancora accadere, come dieci anni fa. Come quel maledetto 11 settembre 2001.

Una delle persone sospettate di appartenere ad Al Qaeda e di far parte di una cellula che starebbe per compiere un attentato negli Stati Uniti sarebbe già entrata negli Usa.

Si tratterebbe di un gruppo di 3 terroristi, ma è soprattutto degli altri due sospettati non si sa niente e non si conosce neppure in modo approssimativo dove siano: ciò è quanto afferma la Cnn, citando fonti investigative.

Sempre secondo le stesse fonti, dei tre sospettati due – e non uno come si era detto finora – sarebbero di cittadinanza americana.

Ma il dubbio più inquietante è un altro e sa di certezza: stavolta, se davvero un attentato dovesse esserci, sarebbe tale e non una messa in scena. Forse dieci anni fa c’è stato un complotto e magari l’America ha perseguitato popoli e razze che ora vogliono colpire sul serio New York.

Quel maledetto 11 settembre 2001 è stata una messa in scena, tra morti innocenti che erano veri e altri che sono stati addirittura inventati al computer, aerei che fanno cadere delle torri che già sbuffano fumo prima ancora dell’impatto. E’ possibile questo scenario?

L’America attende l’11 settembre, scruta il cielo e si guarda attorno: è tornata la paura. Oggi a temere il peggio non è più soltanto la gente comune ma anche e soprattutto i “potenti”, dal governo ai servizi segreti.

Da George Bush a Barack Obama quant’è cambiata l’America? E’ forse la stessa? Qual’è l’esatto confine tra le bugie dell’11 settembre 2001 e la paura dell’11 settembre 2011?

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