Rafforzata la sicurezza. Per l’intelligence: “minaccia specifica e credibile”. C’è il rischio di un’autobomba

Barack Obama

La formula è ambigua, quasi che i guardiani dell’America volessero mettere le mani avanti. Fonti di intelligence hanno rivelato l’esistenza di una minaccia «specifica» e «credibile» di un possibile attentato negli Usa per l’anniversario dell’11 settembre. Ma, al tempo stesso, hanno aggiunto di non avere conferme sul pericolo reale.

La notizia, diffusa quasi in contemporanea al discorso di Barack Obama sull’economia, ha aggiunto adrenalina ad un giornata intensa. Lo stesso presidente, subito informato, ha esortato a «raddoppiare gli sforzi» nella vigilanza. Immediata anche la reazione del sindaco di New York, Michael Bloomberg. In una conferenza stampa convocata di gran fretta ha annunciato un aumento delle contromisure in città: più pattuglie, posti di blocco, agenti in borghese e controlli a tappeto dalle stazioni ai luoghi simbolici della Grande Mela. Un rafforzamento dello «cintura d’acciaio» – così si chiama il sistema di difesa – accompagnato da un consiglio: «Non c’è bisogno di cambiare le nostre abitudini». Dunque, niente panico.

In base alle indiscrezioni trapelate nella notte almeno «tre individui» – uno dei quali in possesso della cittadinanza americana e gli altri due con documenti «puliti» – sono arrivati nel paese in agosto. Il loro piano sarebbe quello di usare un veicolo bomba a Washington o New York. Un progetto che riprende quanto chiesto da Bin Laden prima di essere ucciso e che sarebbe stato poi rilanciato dal suo successore, Ayman Al Zawahiri. Il terzetto ha lasciato il Pakistan, è passato in un secondo paese – gli Emirati o l’Iran – ed ha poi raggiunto gli Stati Uniti. La segnalazione ha spinto l’Fbi a compiere delle verifiche su episodi e persone «sospette».

E alcune intercettazioni avrebbero raccolto qualcosa di interessante. Dopo l’uccisione di Osama e l’analisi dei documenti trovati nella sua casa, gli americani hanno rivelato che il capo di Al Qaeda aveva ipotizzato un nuovo attacco agli Usa. Come date aveva indicato la festa nazionale del 4 luglio, il decimo anniversario dell’11 settembre o Natale. Tra le possibilità contemplate dai terroristi c’era anche quello di un’azione di sabotaggio ai treni. E al solito, gli obiettivi di Bin Laden erano New York, Washington e qualche altra grande città. Gli analisti si erano però divisi sul valore di questi progetti. Per alcuni, che attribuivano a Osama un coinvolgimento pieno nella gestione di Al Qaeda, si trattava di qualcosa di serio. Per altri erano solo idee vaghe di un uomo che non aveva alcun peso operativo.

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