Negozi aperti 24/7: è la nuova tendenza dell’America dei centri “virtuali”, aperti ogni giorno a tutte le ore

un centro commerciale americano

Con la nascita dei negozi virtuali che sono aperti 24 ore al giorno, 7 giorni la settimana (ecco l’espressione 24/7), quelli negli edifici (i cosidetti “brick and mortar” o mattoni e cemento) devono adeguarsi.

L’adeguamento, comunque, non deve essere dovuto solamente per far concorrenza ai negozi su Internet, ma anche per il mutato stile di vita dei consumatori. Oggigiorno, visto che nelle famiglie spesso entrambi i coniugi lavorano, non c’é motivo per rovinarsi la vita correndo da un negozio all’altro prima che questi chiudano. Relegare le spese al sabato toglie spazio all’intimitá famigliare, riduce il tempo per fare piccoli lavori nelle abitazioni e contribuisce allo stress tipico dell’era moderna.

Sappiamo che per la Chiesa il giorno del riposo è sacro, pertanto imposto ai fedeli. Non é chiaro peró quando sono i governi laici ad imporlo. Il problema è che in questo modo non c’è riposo. In America,
ad esempio, si ha piú tempo libero per attività religiose appunto perché si puó comodamente fare tutto quando e come si vuole e quindi ci si puó benissimo ritagliare del tempo da dedicare alla religione.

Ma la Chiesa non é l’unica a beneficiare dal fatto che i negozi rimangano sempre aperti, due libri usciti di recente in America spiegano i motivi economici e sociali per motivare il 24/7.

Il primo, “The 24-Hour Customer”, scritto da Adrian C. Ott, esperta di razionalizzazione del tempo, é stato pubblicato dalla Harper Business. Il secondo, “Marketing in the Moment”, scritto da Michael Tasner, esperto di web media e publicato dalla FT Press, tratta appunto della concorrenza presentata ai tradizionali negozi dalla vendita online che non chiude mai.

A livello sociale, oltre ai benefici famigliari, vi sono quelli legati al traffico stradale, che verrebbe alleggerito specialmente durante le ore di punta (e quindi si avrebbe un minore inquinamento urbano); alla maggiore sicurezza stradale (non ci sarebbe piú bisogno di correre per
arrivare prima delle chiusure), e migliore sicurezza personale, considerando che strade piú illuminate e vigilate scoraggiano la criminalitá. Tutto ció senza contare il tempo non piú perso a fare le code. Si dice che il tempo sia denaro. Per l’autrice Ott, “il tempo é piú importante del denaro”.

Affermano Bob e Susan Negen esperti di vendita al dettaglio, “gli orari d’apertura dei negozi dovrebbero essere organizzati in base alle necessitá dei clienti, non dei negozianti”.

Secondo uno studio di Seimens Research, l’orario preferito dai consumatori per gli acquisti é tra le 12:00 e le 16:00 di domenica. I Negen fanno presente che il 67% dei clienti smettono di frequentare un negozio appena questo non é considerato piú affidabile, specialmente quando lo vedono chiuso.

A livello occupazionale, il 24/7 fa aumentare fino al 25% l’occupazione, con meno costi per gli straordinari, specialmente nel settore del commercio al dettaglio.

I negozianti che non seguono la filosofia del 24/7 temono che gli orari lunghi facciano aumentare le spese, ma un sondaggio fatto dai Negen tra i negozi aperti tutto il giorno, indica che le spese extra sono piú che giustificate dall’aumento delle vendite. E poi concludono: “le vendite non si fanno attraverso le porte chiuse”.

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